Ascolta e Medita Gennaio 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi

Novena allo SPIRITO SANTO NOVENA ALLO SPIRITO SANTO Da pregare per nove giorni consecutivi qualsiasi volta si voglia dar lode, ringraziare o chiedere una grazia.




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Gennaio 2018 Questo mese è stato curato da: Benedetta e Adriano Cerri, Giovanni Mascellani, Donatella Bouillon Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Lunedì 15 gennaio 2018
1Sam 15, 16-23; Sal 49
Vangelo secondo Marco (2, 18-22)




Preghiera Iniziale


Ecco, verranno giorni, dice il Signore,
in cui chi ara s'incontrerà con chi miete
e chi pigia l'uva con chi getta il seme;
dai monti stillerà il vino nuovo e colerà giù per le colline.
Farò tornare gli esuli del mio popolo Israele,
e ricostruiranno le città devastate e vi abiteranno;
pianteranno vigne e ne berranno il vino;
coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto.
(Amos 9, 13-14).



Ascolta Vangelo


In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».



Medita


Il tema sul quale oggi viene interrogato Gesù è quello del digiuno. I discepoli di Giovanni e quelli dei farisei stavano digiunando, i suoi no. Perché? Già la domanda contiene in sé un'insinuazione di fondo, non è innocua, non è semplicemente conoscitiva. Ma il Signore si lascia provocare, e provoca lui a sua volta non un'insinuazione ma una riflessione sul senso del digiunare: non si può digiunare nel tempo della festa, non si digiuna a un matrimonio, ma si banchetta, si gode di tutto quello che c'è. Il tempo della presenza del Signore è il tempo della festa di nozze, tempo in cui Dio incontra i suoi figli, cammina accanto a loro, li invita a stare con Lui. È tempo di pienezza e di gratitudine, non tempo di rinuncia e di mancanza. L'uomo non è per il digiuno, ma il digiuno per l'uomo. Il Signore invita a pensare al digiuno come a un'occasione, non come a una mera indicazione da seguire per essere bravi e buoni. I farisei, schiavi della legge, forse mai si erano interrogati sul senso di quella prescrizione e la valutavano solo alla luce della sua osservanza o meno. Il Signore fa un passo ulteriore, spiega la profondità e il senso delle cose. Non vuole la cieca obbedienza, sterile e inutile. E fa due esempi che per la gente dell'epoca erano subito ben comprensibili per rispiegare il concetto con parole semplici: un pezzo di stoffa nuova è meglio non cucirlo su un vestito vecchio perché ne evidenzia il logorio e ne facilita la rottura; allo stesso modo i recipienti cuciti dalla pelle degli animali, gli otri, vecchi, usurati, logorati, indeboliti non reggono la fermentazione del vino nuovo, che facilmente li spacca. Gesù utilizza queste due immagini per dire che le vecchie regole preconfezionate (la prescrizione del digiuno ad esempio!) non sono più applicabili al regno di Dio, che ha regole nuove: con Gesù il regno di Dio, presente qui ed ora, spacca gli otri e strappa i vestiti delle vecchie abitudini e prescrizioni. C'è un di più che trabocca, che non può essere ingabbiato nelle vecchie regole del “così fan tutti, così si deve fare!”.


Per Riflettere e Preghiera Finale

Gesù porta novità nella nostra vita. Incontrarlo significa lasciarci inevitabilmente cambiare. Avere nuove prospettive e abbandonare vecchie sicurezze.


È il momento di non cercare più…
È tempo di aspettare.
È tempo di pazienza.
E come sempre è tempo di confidare.
Confidare è essenziale.
Non voler avere tutte le risposte,
non cercare di “indovinare” Dio,
non voler anticipare i Suoi progetti.
È il Dio delle sorprese!
Lasciati sorprendere,
apriti alla Sua novità.
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