Ascolta e Medita Gennaio 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi

Novena allo SPIRITO SANTO NOVENA ALLO SPIRITO SANTO Da pregare per nove giorni consecutivi qualsiasi volta si voglia dar lode, ringraziare o chiedere una grazia.




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Gennaio 2018 Questo mese è stato curato da: Benedetta e Adriano Cerri, Giovanni Mascellani, Donatella Bouillon Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Venerdì 5 gennaio 2018
1Gv 3, 11-21; Sal 99
Vangelo secondo Giovanni (1, 43-51)




Preghiera Iniziale


Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.
Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.
Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome.
Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.
(Salmo 99)



Ascolta Vangelo


Il giorno dopo Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.
Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».



Medita


Ha avuto inizio la catena delle testimonianze: da Giovanni ai discepoli, da Andrea a Simon Pietro, da Filippo a Natanaele. Tutte queste persone hanno avuto un incontro diretto con Gesù: Giovanni l'ha riconosciuto fissando lo sguardo su di Lui e l'ha indicato ai discepoli, Andrea l'ha seguito insieme agli altri, Filippo ha ricevuto, oggi, quest'invito chiaro: “Seguimi!”.
Ogni discepolo, a suo modo, ha iniziato il suo discepolato: seguire i passi di Gesù e indicare Gesù agli altri. Anche Filippo fa così: si mette alla sequela del Signore e non può trattenersi dal dire che ha incontrato il Messia, l'atteso dal popolo d'Israele. Lo dice a Natanaele, un Israelita, che—come tale—conosceva bene le scritture e che sapeva bene anche che, secondo la tradizione, il Messia non poteva venire dalla Galilea.
Lo scandalo fa parte dell'accoglienza di Gesù che va oltre gli schemi tradizionali della fede. Ma, mentre i giudei si oppongono perché ingabbiati nella tradizione, Natanaele, paradigma del vero Israele, è libero ed elastico, esce dalle maglie e accetta l'esperienza (“vieni e vedi”). Gesù dice che in quest'uomo non c'è menzogna. Alla domanda di Natanaele “Come mi conosci?” la risposta di Gesù ricorre alla tradizione giudaica: gli studiosi della Scrittura spesso facevano il loro studio al fresco sotto un albero. Natanaele studia la Torah aspettando il Messia e si vede venire incontro il Messia stesso che dice “stavi studiando la Torah per capire chi è il Messia? È qui davanti a te!”. A questo punto si ha l'esplosione della professione di fede: “Rabbi, Tu sei il Figlio di Dio, Tu sei il re d'Israele”. Questi titoli dicono, in prima istanza, il compimento dell'antico Testamento. Gesù risponde che vedrà cose più grandi di queste e rimanda alla scena di Giacobbe (Gen 28): il rapporto tra cielo e terra ormai è la carne di Gesù di Nazaret.


Per Riflettere e Preghiera Finale

Farsi discepoli significa mettersi dietro a Gesù, lasciarsi condurre da Lui. Significa lasciarsi liberare dalle gabbie di come già ci siamo immaginati che debbano andare le cose della nostra vita e di quella degli altri, e, infine, farsi dire una parola di verità e di novità dal Signore.

Signore Gesù dammi un cuore libero
che non sia schiavo di tutti gli inganni del mondo,
che non sia schiavo delle comodità,
che non sia schiavo di una bella vita, dei vizi,
che non sia schiavo di una falsa libertà,
che è fare quello che mi piace in ogni momento.
Insegnami a sognare, dammi la fortezza, la speranza, l'amore,
insegnami a servire e dammi anche la grazia di far conoscere Dio
a chi ancora non l'ha incontrato.
(Papa Francesco)
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