
Crocefisso di
San Damiano in Argento

Quadri Sacri
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18 DVD
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MARTEDÌ
31 Gennaio 2012
Vangelo secondo Marco (5,21-43)
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Questo Mese è stato interamente
curato da
Don Piero Dini |
Ascolta
In quel tempo, essendo passato di nuovo Gesù
allaltra riva, gli si radunò attorno molta
folla, ed egli stava lungo il mare. Si recò da
lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro,
il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo
pregava con insistenza: «La mia figlioletta è
agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia
guarita e viva». Gesù andò con lui. Molta
folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Or
una donna, che da dodici anni era affetta da
emorragia e aveva molto sofferto per opera di
molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza
nessun vantaggio, anzi peggiorando, udito parlare
di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e
gli toccò il mantello. Diceva infatti: «Se
riuscirò anche solo a toccare il suo mantello,
sarò guarita». E all'istante le si fermò il
flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era
stata guarita da quel male. Ma subito Gesù,
avvertita la potenza che era uscita da lui, si
voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il
mantello?». I discepoli gli dissero: «Tu vedi
la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi
ha toccato?». Egli intanto guardava intorno, per
vedere colei che aveva fatto questo. E la donna
impaurita e tremante, sapendo ciò che le era
accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli
disse tutta la verità. Gesù rispose: «Figlia,
la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii
guarita dal tuo male». Mentre ancora parlava,
dalla casa del capo della sinagòga vennero a
dirgli: «Tua figlia è morta. Perché disturbi
ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto
dicevano, disse al capo della sinagòga: «Non
temere, continua solo ad aver fede!». E non
permise a nessuno di seguirlo fuorché a Pietro,
Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo
Presa la mano della bambina, le disse: «Talità
kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico,
alzati!. Subito la fanciulla si alzò e si mise a
camminare
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Medita
La resurrezione della figlia di Giairo e
la guarigione dellemorroissa sono due
interventi straordinari che Gesù compie in
ragione di due fondamentali atteggiamenti
riscontrati dal Maestro nelle persone che a Lui
si rivolgono: lo riconoscono per quello che
effettivamente è, Salvatore e liberatore. Giairo
e lemorroissa sono due disperati! Il primo
vive nel terrore di perdere un affetto carissimo,
la figlia piccola, nel fiorire degli anni. La
donna si vede invece la vita sfuggire di mano.
Non solo è minata nel fisico, ma ha vissuto
lesperienza della disillusione: in tanti ha
cercato salvezza e da questi si è trovata delusa
e stanca; riesce però ancora a dare fiducia a
qualcuno: questa volta a Cristo. La sua fede è
semplice e diretta. Non si fa frenare da nulla e
da nessuno. Rischia, si butta e, una volta
scoperta, gioca la carta che è sempre vincente
con Dio: dice la verità, si presenta per quella
che è; vince la paura del farsi
conoscere da Gesù e si rivela. Anche
Giairo cammina nel buio. Cristo conosce la sua
fede e gli chiede di rimanere ancora un momento
nelle tenebre e la sua attesa, impastata di vera
fiducia, ottiene la salvezza non solo per sua
figlia, ma anche per lui, aprendo così un
rapporto nuovo con Dio.
Di fronte a questo racconto evangelico proviamo a
rispecchiarci anche la nostra vita. Forse non è
che il cammino di queste due figure del vangelo
di oggi può essere molto simile al nostro?! Il
loro buio, le loro delusioni, la loro faticosa
speranza, la loro gioia
., non è tante
volte anche la nostra?! Ognuno di noi passa
momenti in cui si sente quasi morire,
dissanguato
Giairo e lemorroissa
allora ci insegnano a toccare, anche
se con la nostra flebile fede, il mantello del
Signore e osare
per riacquistare Pace e
donare Pace.
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Per
Riflettere |
Continuamente debbo chiedermi se il mio parlare e
il mio agire favoriscono negli altri un
atteggiamento di misericordia e di pace verso chi
sbaglia o se, al contrario, suscitano
risentimento e rabbia. La pace si comincia a
costruire con i piccoli gesti e passi quotidiani.
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