
Crocefisso di
San Damiano in Argento

Quadri Sacri
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18 DVD
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SABATO
28 Gennaio 2012
Vangelo secondo Marco (4,35-41)
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Questo Mese è stato interamente
curato da
Don Piero Dini |
Ascolta
In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù
disse ai suoi discepoli: «Passiamo
allaltra riva». E, congedata la folla, lo
presero con sé, così comera, nella barca.
Cerano anche altre barche con lui. Ci fu
una grande tempesta di vento e le onde si
rovesciavano nella barca, tanto che ormai era
piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e
dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero:
«Maestro, non timporta che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare:
«Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu
grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete
paura? Non avete ancora fede?». E furono presi
da grande timore e si dicevano lun
laltro: «Chi è dunque costui, che anche
il vento e il mare gli obbediscono?».
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Medita
Il vangelo di oggi ci introduce nella
situazione di difficoltà in cui può venire a
trovarsi il discepolo quando vive
nellincertezza della fede. «Lasciata la
folla lo presero con sé, così comera,
nella barca». Prima di narrare levento
della tempesta, Marco fa questa annotazione: i
discepoli prendono Gesù con loro. La presenza
del Maestro sulla stessa barca dei discepoli non
trasmette loro tranquillità di fronte al
pericolo, non li esime dalla paura della morte.
Se stiamo leggendo questo libretto di meditazioni
e desideriamo riflettere ogni giorno sulla Parola
di Dio, significa che anche noi abbiamo fatto
salire Gesù sulla nostra barca
,
lo abbiamo fatto già entrare nella nostra vita,
che lo vogliamo come nostro compagno di viaggio.
In altre parole, lo abbiamo scelto. Ci siamo
fidati della sua promessa: «io sarò con voi
tutti i giorni». Ma allora come vivere i momenti
di sbandamento, nei quali Dio ci appare non solo
lontano, ma anche poco interessato alle nostre
vicende e anche noi gli gridiamo:
«Non ti importa che moriamo?». Quando, per
esempio, ci sembra di affrontare la vita nella
solitudine interiore, senza sostegno e conforto
umano e divino? È allora il tempo del ritorno:
tornare alla nostra scelta di fondo, a quando
abbiamo fatto salire Gesù sulla nostra
barca, alle sue promesse, alla sua Parola,
alla certezza che Lui cè
. sempre e
comunque! Questa è una sicurezza che non ci
diamo da soli, che non viene dalle nostre forze,
così come i discepoli da soli non poterono
placare il mare. Essa nasce e cresce dal nostro
stare sulla Parola di Dio, dal farla
penetrare in noi lentamente, ma profondamente. La
paura ci è spesso compagna di vita, fa parte
della nostra precarietà. Ma non dobbiamo avere
paura della paura. Noi potremo opporci a lei con
le parole che abbiamo ricevuto dal Dio fedele.
Certo questa non è una vittoria che si conquista
una volta per tutte, ma è un continuo tornare a
Dio per ricevere da Lui la forza di attraversare
il mare.
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Per
Riflettere |
Luomo che tenta di chiedere e di dare il
perdono sa che nessuno ha forza e vita bastanti
per compensare il male inflitto o subito, ma
riconosce che anche un solo ultimo respiro può
bastare a strappare il peso dal cuore e a tentare
un nuovo azzardo damore.
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