
Crocefisso di
San Damiano in Argento

Quadri Sacri
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18 DVD
- Abramo
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VENERDÌ
27 Gennaio 2012
Vangelo secondo Marco (4,26-34)
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Questo Mese è stato interamente
curato da
Don Piero Dini |
Ascolta
In quel tempo, Gesù diceva [ alla folla ]:
«Così è il regno di Dio: come un uomo che
getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di
notte o di giorno, il seme germoglia e cresce.
Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce
spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi
il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto
è maturo, subito egli manda la falce, perché è
arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno
di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo?
È come un granello di senape che, quando viene
seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti
i semi che sono sul terreno; ma, quando viene
seminato, cresce e diventa più grande di tutte
le piante dellorto e fa rami così grandi
che gli uccelli del cielo possono fare il nido
alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso
genere annunciava loro la Parola, come potevano
intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in
privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
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Medita
Gesù utilizza oggi due immagini per
descrivere il Regno di Dio, il progetto secondo
cui Dio Padre vuole stabilire un Regno che ha al
centro e per regola la sua incondizionata e
illimitata bontà per ogni uomo. La prima
immagine è quella del seme. Questa evidenzia che
il seme, gettato nella terra germoglia e cresce
per la sua stessa virtù, indipendentemente dalle
cure e dallazione che gli può riservare il
contadino. Il seme, infatti, non può che
produrre frutto la spiga che infine viene
mietuta perché questo è inscritto nel
suo DNA. Analogamente, il Regno di Dio non può
che svilupparsi nel tempo fino al suo pieno
sviluppo, al suo compimento.
La seconda immagine è data dal granello di
senapa che ha i suoi inizi piccoli, umili,
nascosti, lenti ma decisi. Come il granello di
senapa, gli inizi del Regno sono piccoli, umili,
nascosti, la sua crescita è graduale, lenta ma
decisa e, infine, la sua maturità lo vede
innalzarsi sopra tutti gli altri alberi. In
questa immagine possiamo scorgere anche la
parabola di ogni vita ed esperienza di fede:
segnata dalla fragilità delle origini,
caratterizzata da una crescita graduale e, infine,
aperta al dono di sé, perché nei rami della
propria vita tutti possano trovare un po di
riparo, di rifugio e di pace.
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Per
Riflettere |
Esiste un nesso profondo tra la pace e la
questione sociale della giusta
distribuzione dei beni, in un contesto di
effettiva condivisione fraterna, che riceve forza
dalla paternità universale di Dio.
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