
Crocefisso di
San Damiano in Argento

Quadri Sacri
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18 DVD
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LUNEDÌ
23 Gennaio 2012
Vangelo secondo Marco (3, 22-30)
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Questo Mese è stato interamente
curato da
Don Piero Dini |
Ascolta
In quel tempo, gli scribi, che erano discesi da
Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da
Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del
principe dei demòni».
Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole:
«Come può satana scacciare satana? Se un regno
è diviso in se stesso, quel regno non può
reggersi; se una casa è divisa in se stessa,
quella casa non può reggersi. Alla stessa
maniera, se satana si ribella contro se stesso ed
è diviso, non può resistere, ma sta per finire.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte
e rapire le sue cose se prima non avrà legato
quelluomo forte; allora ne saccheggerà la
casa. In verità vi dico: tutti i peccati saranno
perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le
bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato
contro lo Spirito Santo, non avrà perdono in
eterno: sarà reo di colpa eterna». Poiché
dicevano: «È posseduto da uno spirito immondo».
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Medita
In questo nostro vangelo Gesù dimostra
assurda laccusa che gli viene mossa dagli
scribi di essere uno strumento nelle mani di
satana. Di fronte a questo nuovo attacco che gli
scribi gli rivolgono Gesù non può tacere, non
si sente di lasciare che il Bene possa venire
scambiato con il male, per di più da chi
dovrebbe aiutare gli altri a riconoscerne la
differenza. Così, in un primo momento, Gesù
mostra lillogicità del loro ragionamento,
poi però li ammonisce con severità, soprattutto
con quella frase lapidaria: «Chi avrà
bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà
perdono in terno». In altre parole: chi rifiuta
la verità di Cristo pur vedendola con chiarezza,
chi nega levidenza, chi usa Dio a proprio
vantaggio e per schiacciare altri uomini, questo
è imperdonabile. Qui non si tratta del peccato
di chi è nel dubbio, di chi ha una fede debole,
di chi fatica a capire, di chi non conosce ancora
a pieno lamore di Dio. Si tratta, invece,
del peccato di chi è duro di cuore, di chi crede
di sapere tutto, di chi, dopo aver chiaramente
conosciuto Gesù, lo rifiuta palesemente e lo
denigra. Uno potrebbe pensare che qui Gesù stia
rinnegando la sua infinita misericordia,
testimoniata da tante altre pagine evangeliche.
No! Gesù sta solo dicendo che siamo così liberi
al punto di poter trasformare il male in bene e
da arrivare a voler vedere Cristo come
addirittura un nemico. Tutto questo è il vero
peccato che non può essere perdonato, perché
esclude latteggiamento della fede e il
desiderio di conversione che sono necessari per
aprirsi ad accogliere il perdono di Dio.
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Per
Riflettere |
Il discepolo di Cristo deve fare propria con
decisione la logica della croce, cioè la logica
del dono di sé e non del dominio e del possesso;
e in tale cammino scopre una giustizia
nuova e superiore, che
trasforma radicalmente le dinamiche di ogni
rapporto umano, fino a chiedere forme
damore inattese e impensabili.
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