
Crocefisso di
San Damiano in Argento

Quadri Sacri
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18 DVD
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MERCOLEDÌ
11 Gennaio 2012
Vangelo secondo Marco (1,29-39)
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Questo Mese è stato interamente
curato da
Don Piero Dini |
Ascolta
In quel tempo, Gesù,
uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di
Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e
Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la
febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si
avvicinò e la fece alzare prendendola per mano;
la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli
portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta
la città era riunita davanti alla porta. Guarì
molti che erano affetti da varie malattie e
scacciò molti demòni; ma non permetteva ai
demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al
mattino presto si alzò quando ancora era buio e,
uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là
pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si
misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli
dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro:
«Andiamocene altrove, nei villaggi vicini,
perché io predichi anche là; per questo infatti
sono venuto!». E andò per tutta la Galilea,
predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i
demòni.
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Medita
Nel racconto della guarigione della
suocera di Simone ciò che sorprende è la
mancanza di spettacolarità: nessuna parola,
nessun gesto particolare, solo laccostarsi
di Gesù e il suo rimettere in piedi questa donna,
prendendola semplicemente per mano. Se, sa un
lato, questa descrizione così essenziale, rivela
la potenza del Signore capace di rimettere in
piedi, improvvisamente, una persona malata, con
un semplice tocco della mano, dallaltro
testimonia il suo desiderio di eliminare le
distanze tra lui e coloro che soffrono, di farsi
carico del dolore dellaltro, di farsi
prossimo.
Così Gesù si avvicina ai malati e ai posseduti
dal demonio e li guarisce. Con gesti molto umani
si avvicina alle persone che hanno fiducia in lui.
E i malati guariti riprendono fiducia, slancio
vitale e possono così mettersi subito al
servizio della comunità. Ma Gesù vero Dio e
vero uomo, è anche affaticato e sente la
necessità di riposarsi e di isolarsi in
preghiera, per creare una profonda sintonia con
il padre e ricaricare le energie.
Per noi, oggi, linvito è dunque duplice:
tendiamo le nostre mani verso i poveri e gli
ammalati, ma guardiamo anche al bisogno di
ricaricarci con la preghiera:
impariamo ad abbandonarci al Padre che ci ama e
ci ristora per portare pace a tutti.
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Per
Riflettere |
La ferita più profonda inferta
dallingiustizia è quella della violazione
dei diritti umani. La pace non può realizzarsi
quando tali diritti sono oppressi da una
relazione prevaricatrice, o quando sono
trascurati o dimenticati dal silenzio e
dallindifferenza.
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