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VENERDÌ 29
Gennaio 2010
Vangelo secondo Marco (4,26-34) |
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Ascolta
Diceva: "Il regno di
Dio è come un uomo che getta il seme nella terra;
dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme
germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa.
Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo
stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella
spiga. Quando il frutto è pronto, subito si
mette mano alla falce, perché è venuta la
mietitura".
Diceva: "A che cosa possiamo paragonare il
regno di Dio o con quale parabola possiamo
descriverlo? Esso è come un granellino di senapa
che, quando viene seminato per terra, è il più
piccolo di tutti semi che sono sulla terra; ma
appena seminato cresce e diviene più grande di
tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli
uccelli del cielo possono ripararsi alla sua
ombra".
Con molte parabole di questo genere annunziava
loro la parola secondo quello che potevano
intendere. Senza parabole non parlava loro; ma in
privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.
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Il mese di Dicembre è stato
interamente curato da: Maila
Dell'Unto
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Medita
Gesù continua la sua predicazione tra
le folle. Questo brano del vangelo di Marco ci
parla del regno di Dio. Le parabole del regno
sono una delle caratteristiche dell'annuncio del
vangelo. Semplici ed efficaci cercano di dare con
chiarezza l'immagine più limpida e chiara di
questa realtà escatologica.
Gesù paragona il regno di Dio a due semi, quindi
a qualcosa di piccolo, due semi che però hanno,
dentro di sé, una potenza e una grandezza che il
loro aspetto non fa immaginare. Il regno di Dio
è questa forza, una forza che germoglia, che
germoglia e da frutto, inarrestabile di fronte ad
ogni avversità.
L'immagine del seme è un'immagine non casuale.
Gesù paragona il regno dei cieli a questa cosa
così piccola e che può quasi sembrare
insignificante, eppure dentro il seme c'è già
tutta la pianta, c'è il suo vigore, il suo
frutto.
Il regno di Dio è infatti così: piccolo da
poter stare nel nostro cuore, grande da contenere
tutto l'universo. Il Signore vuol richiamare l'attenzione
alla realtà di Dio, egli è infinito,
incomprensibile, inesprimibile per il linguaggio
umano, eppure, si fa umile, piccolo, semplice
come un seme, pur di essere contenuto nel nostro
cuore, pur di abitare dentro di noi, perché è
proprio lì che vuol crescere, è proprio nel
nostro intimo che vuol germogliare, affinché
siamo i portatori del suo frutto.
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Per
Riflettere |
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Lasciamo che il regno di Dio maturi dentro di noi,
facciamogli spazio e prendiamocene cura.
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