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MARTEDÌ 26
Gennaio 2010
Vangelo secondo Luca (22,24-30) |
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Ascolta
Sorse anche una
discussione, chi di loro poteva esser considerato
il più grande. Egli disse: "I re delle
nazioni le governano, e coloro che hanno il
potere su di esse si fanno chiamare benefattori.
Per voi però non sia così; ma chi è il più
grande tra voi diventi come il più piccolo e chi
governa come colui che serve. Infatti chi è più
grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è
forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in
mezzo a voi come colui che serve.
Voi siete quelli che avete perseverato con me
nelle mie prove; e io preparo per voi un regno,
come il Padre l'ha preparato per me, perché
possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio
regno e siederete in trono a giudicare le dodici
tribù di Israele.
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Il mese di Dicembre è stato
interamente curato da: Maila
Dell'Unto
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Medita
La bellezza di questo brano si commenta
da sola.
Gesù, di fronte alle misere discussioni fra gli
apostoli su chi possa essere fra di loro migliore
degli altri, sigilla, con la sua parola, il vero
significato del concetto "essere più grande".
Di fronte a Dio non è il potere del mondo che
conta, né la ricchezza, né la fama, di fronte a
Dio si eleva chi serve, chi opera per gli altri,
chi si mette in secondo piano per dare prima al
prossimo. Questi sono coloro che siederanno alla
mensa del Padre, che godranno del suo regno, che
avranno la sua visione.
Leggendo questo brano, mi ritorna in mente un
versetto che abbiamo letto pochi giorni fa (23.10)
di Marco (3,21), in cui i parenti di Gesù dicono
di lui che è "fuori di sé". Ed in
effetti queste parole possono far pensare ad uno
fuori dalla realtà, un po' "pazzo" e
fuori dal tempo: come si può pensare di essere
grandi servendo gli altri? Per la mentalità del
nostro tempo è inconcepibile!! Il mondo chiama
con tutti i mezzi a guardare ai soldi, al potere,
al successo, alla fama, alla bellezza fisica, e,
per raggiungere questi risultati, la strada è
quella dell'egoismo, dell'arrivismo ad ogni costo,
della sopraffazione sull'altro. Non c'è posto in
questo schema per il "servizio" verso l'altro,
chi serve non pensa a se stesso e quindi non può
arrivare a questi traguardi. Eppure Gesù ci ha
chiamati proprio a questo: ci ha insegnato il
servizio, e non un servizio qualsiasi, ma un
servizio verso i più poveri, verso gli
emarginati, i disperati, i reietti del mondo.
La pazzia di Gesù è insostenibile per il mondo
di oggi, ma è l'unico modello di vita per l'esistenza
eterna con Dio.
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Per
Riflettere |
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Cosa significa, per me, essere "grande"
di fronte al Signore?
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