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GIOVEDÌ 21
Gennaio 2010
Vangelo secondo Marco (3,7-12) |
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Ascolta
Gesù intanto si ritirò
presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì
molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da
Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania
e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla,
sentendo ciò che faceva, si recò da lui. Allora
egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a
disposizione una barca, a causa della folla,
perché non lo schiacciassero. Infatti ne aveva
guariti molti, così che quanti avevano qualche
male gli si gettavano addosso per toccarlo.
Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si
gettavano ai piedi gridando: "Tu sei il
Figlio di Dio!". Ma egli li sgridava
severamente perché non lo manifestassero.
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Il mese di Dicembre è stato
interamente curato da: Maila
Dell'Unto
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Medita
Gesù è circondato da una folla sempre
più grande. Il vangelo di Marco ci parla delle
regioni dell'Idumea, della Transgiordania e di
Tiro e Sidone, tutti territori anche molto
distanti da dove si trovava Gesù con i suoi
apostoli, segno che la fama del Signore si era
sparsa velocemente e su di lui si concentravano
le speranze di molti, soprattutto dei malati, dei
sofferenti, dei più poveri.
Gesù non si nega alla gente, cerca di essere
disponibile per tutti, sa che vogliono vederlo,
toccarlo, essere guariti, solo agli spiriti
immondi intima di non rivelare la sua verità,
non è ancora il momento, il tempo della sua
manifestazione non è ancora compiuto fino in
fondo.
Il tema della "segreto messianico" che
troviamo molto accentuato nel vangelo di Marco,
spesso ci lascia un po' perplessi: perché Gesù
non voleva far sapere chi era? Ci chiediamo.
In realtà è questo un sistema letterario ideato
dall'evangelista, per introdurre gradualmente il
lettore alla verità della figura del Cristo.
Non ci dimentichiamo che Marco scrisse il suo
vangelo sulla testimonianza di Pietro. E infatti,
non a caso, dopo un susseguirsi di episodi, che
riguardano i primi 8 capitoli del vangelo di
Marco, in cui molti spiriti riconoscono in Gesù
il "Figlio di Dio", è proprio Pietro
che fa la grande professione di fede: "Tu
sei il Cristo" (8,29).
Il mistero del Figlio di Dio che si è fatto
carne, non era un argomento facile da comprendere,
per gli ebrei in modo particolare, ecco perché
Marco prepara gradualmente il lettore attraverso
i miracoli, le parole e i gesti di Gesù,
affinché chiunque leggesse il vangelo arrivasse,
con Pietro, a poter esclamare "Tu sei il
Cristo".
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Per
Riflettere |
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Anche in noi dovrebbe scaturire l'esclamazione
"Tu sei il Figlio di Dio"!
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