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LUNEDÌ 18
Gennaio 2010
Vangelo secondo Marco (2,18-22) |
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Ascolta
Ora i discepoli di
Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno.
Si recarono allora da Gesù e gli dissero: "Perché
i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei
digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?".
Gesù disse loro: "Possono forse digiunare
gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro?
Finché hanno lo sposo con loro, non possono
digiunare. Ma verranno i giorni in cui sarà loro
tolto lo sposo e allora digiuneranno. Nessuno
cuce una toppa di panno grezzo su un vestito
vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il
vecchio e si forma uno strappo peggiore. E
nessuno versa vino nuovo in otri vecchi,
altrimenti il vino spaccherà gli otri e si
perdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi".
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Il mese di Dicembre è stato
interamente curato da: Maila
Dell'Unto
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Medita
Seguendo sempre il percorso della "novità",
Gesù vive, in questo episodio, un comportamento
diverso da quello che molti si aspetterebbero. I
discepoli di Giovanni e i farisei, stavano
osservando il digiuno rituale, per gli ebrei è
una delle mitzvot, cioè dei precetti, dati da
Dio a Mosè nella Legge, è quindi una cosa
obbligatoria e necessaria.
Il Signore si pone al di sopra di questa regola,
non perché la vuole trasgredire o rifiutare, ma
per illuminarla alla luce del nuovo messaggio
evangelico: Dio è in mezzo agli uomini, è qui,
adesso, non è il momento di guardare alle cose
vecchie che contavano prima, è il momento di
volgere gli occhi verso un "oltre" che
supera le visioni ristrette e ormai inadeguate.
La presenza del Cristo nel mondo è gioia e festa,
è quindi il giorno dell'allegria, della
trasformazione, tutto il creato guarda alla
promessa di salvezza.
Gesù è venuto a rinnovare l'antico per aprirlo
alla luce dello Spirito e alla salvezza di Dio.
La sua dottrina, insegnata con autorità,
sconvolge la staticità della Legge mosaica, fa
gridare allo scandalo e al peccato, perché le
regole non vengono più rispettate come
dovrebbero.
Il Signore è la novità di Dio, perché porta il
messaggio della salvezza, un messaggio che non è
di tristezza e digiuno, ma di letizia e di
felicità.
Per il cristiano questa dovrebbe essere la
realtà della vita: pienezza di gioia per essere
stati salvati, per aver ricevuto la visita dello
sposo, per il dono di poter partecipare al suo
banchetto.
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Per
Riflettere |
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Se Dio è con noi, come possiamo rattristarci?
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