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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





GIOVEDÌ 14 Gennaio 2010
Vangelo secondo Marco (1,40-45)
   

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Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: "Se vuoi, puoi guarirmi!". Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: "Lo voglio, guarisci!". Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: "Guarda di non dir niente a nessuno, ma va', presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro". Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.

Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto


Medita


Continuano, nel vangelo di Marco, gli episodi di guarigione che Gesù compie.
Questa volta è un lebbroso che supplica Gesù "in ginocchio" affinché lo guarisca. Il cuore del Signore è sempre attento alla sofferenza degli uomini, si muove a compassione, ama, desidera ridare gioia e bene, ecco perché non esita a fare ciò che nessun ebreo avrebbe mai fatto: tocca il lebbroso, considerato, secondo la cultura ebraica un impuro.
Il miracolo è istantaneo, l'uomo guarisce subito dalla lebbra perché Gesù lo "ha voluto".
Ma nonostante il maestro lo esorti a non dire niente in giro ma ad andare ad offrire la purificazione secondo la legge di Mosè, l'uomo non può fare a meno di esultare e annunciare a tutti quale grande dono ha ricevuto, quale prodigio su di lui è stato compiuto per opera del Signore.

L'inizio di questo brano ci mostra un gesto importante che spesso non siamo capaci di fare: "Allora venne a lui un lebbroso...." , l'uomo ammalato di lebbra "va" da Gesù. Ecco cosa manca molte volte nella nostra vita, l'andare verso Dio, il volgersi verso di lui per parlargli, per ascoltarlo, per sentire la sua presenza.
Di fronte al lebbroso che si presenta supplicante ai suoi piedi, Gesù prova compassione, perché sente la fiducia sincera della fede di quell'uomo, una fiducia che mette tutto nelle mani di Dio, accetta la sua volontà. Ecco perché l'uomo che crede nell'amore misericordioso di Dio, incontra quell'amore e impara ad accoglierlo. La malattia e il peccato possono essere superati solo nell'accettazione dell'amore di Dio.



Per Riflettere

Solo se andiamo a Lui, come fa questo lebbroso, potremo trovare la fonte di ogni salvezza.


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