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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





MERCOLEDÌ 13 Gennaio 2010
Vangelo secondo Marco (1,29-39)
   

Ascolta


E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.

Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: "Tutti ti cercano!". Egli disse loro: "Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!". E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto


Medita


Gesù entra nella casa di Simon Pietro, con lui ci sono altri apostoli che si preoccupano subito di informare il maestro che la suocera di Simone è ammalata.
Gesù non dice parola, solo la prende per mano e la fa alzare dalla sua condizione di malata, tanto che può subito mettersi a servirli.
E questa non è la sola guarigione, la giornata del Signore è piena di ammalati, di sofferenti nel corpo e nell'anima, per ognuno di loro c'è aiuto, conforto, salvezza. La folla numerosa riempie ogni momento della vita di Gesù tanto che, per poter pregare, si alza la mattina prima dell'alba trovandosi un luogo appartato e silenzioso per il suo colloquio con il Padre.
Ma è quella frase: "tutti ti cercano" detta da Simone, che lo cala nuovamente nella realtà quotidiana, che lo porta di nuovo a percorrere le strade della sua terra per fare ciò per cui è venuto: predicare e guarire.

La guarigione è un cambiamento di stato, nell'essere umano, che non porta solo ad un sollievo nel corpo, ma anche ad un nuovo vigore nello spirito.
Ne è la prova proprio la suocera di Simone che, finalmente liberata dalla febbre, volge subito la sua attenzione verso altro e si mette ad occuparsi di Gesù e degli apostoli.
La malattia spesso ci rende incapaci di pensare ad altro, di guardare la vita con speranza e fede, ci rende schiavi del dolore e dello sconforto portandoci a non sentire più slancio nell'anima e a chiudersi troppe volte anche all'amore di Dio.
Ma il dolore non deve essere visto come un nemico imbattibile, Gesù ci dimostra ritirandosi a pregare in solitudine, che la forza possiamo trovarla proprio in questo: nella preghiera, nella ricerca di Dio, nella sua vicinanza.
Perdere la certezza della nostra realtà di creature redente è la sola vera malattia che deve spaventarci e portarci dolore.


Per Riflettere

Guarire vuol dire solo riacquistare la salute fisica? O per la fede è qualcosa di più?


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