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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





LUNEDÌ 11 Gennaio 2010
Vangelo secondo Marco (1,14-20)
   

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Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo".
Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: "Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini". E subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.

Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto


Medita


Il vangelo di Marco è molto più sintetico rispetto agli altri sinottici, ma le descrizioni sono sempre efficaci e capaci di centrare il vero senso del messaggio. Anche in queste poche righe, l'evangelista riesce a dare un'immagine forte e decisa di questo Gesù appena arrivato alle rive del Giordano e già divenuto protagonista assoluto.
Il Cristo chiama subito alla conversione, senza mezzi termini, senza "addolcire" la pillola, occorre credere al vangelo oggi, adesso.
Pure la chiamata dei primi apostoli segue questo criterio di essenzialità. Simone e Andrea "subito" seguono Gesù che li chiama, lasciando ogni cosa e così pure Giacomo e Giovanni che accolgono, senza alcuna esitazione, l'appello del Signore.

Il Signore chiama, questo è il messaggio del brano di oggi.
Ma il Signore non chiama a qualcosa di facile e semplice, chiama ad una vita radicalmente nuova, dove sta per irrompere il regno di Dio e il tempo si è fatto breve.
Ciò che occorre, per seguire Gesù, è un cammino di abbandono fatto di gradi successivi. Simone e Andrea abbandonano le reti e questo è l'abbandono delle cose materiali, delle cose del mondo. Giacomo e Giovanni vanno oltre, lasciano il padre, dimostrando che, per seguire Dio, occorre saperlo mettere anche al di sopra delle persone care, degli affetti più intimi. E dopo aver superato l'attaccamento ad ogni cosa e persona, dobbiamo saper arrivare all'abbandono totale, che è l'abbandono di noi stessi in lui, nella fede, nella certezza del suo amore infinito.


Per Riflettere

Lasciamoci chiamare da Dio, lasciamoci alle spalle ogni altra cosa al di fuori di lui.


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