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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





MARTEDÌ 5 Gennaio 2010
Vangelo secondo Giovanni (1,43-51)
   

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Il giorno dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: "Seguimi". Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: "Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret". Natanaèle esclamò: "Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?". Filippo gli rispose: "Vieni e vedi". Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: "Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità". Natanaèle gli domandò: "Come mi conosci?". Gli rispose Gesù: "Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico". Gli replicò Natanaèle: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!". Gli rispose Gesù: "Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!". Poi gli disse: "In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo".

Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto


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In questo episodio Giovanni ci racconta il momento in cui il gruppo degli Apostoli è all'inizio della sua formazione. Appare prima di tutto la figura di Filippo, che alla sola parola "seguimi" pronunciata da Gesù accoglie immediatamente la chiamata unendosi a lui. Il contrasto è evidente: mentre Filippo non fa alcuna resistenza e sente subito la grandezza del Signore, l'altro personaggio, questo "israelita" Natanaele (Bartolomeo), si dimostra invece scettico, forse anche sdegnoso nei confronti di Gesù, solo perché viene dal piccolo paese di Nazaret.
Ma Gesù lo sorprende: "Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità", "Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico".. Natanaele rimane profondamente colpito dalle parole del Signore, sente che non è un uomo come gli altri, comprende che in lui qualcosa è diverso, superiore, elevato, allora dal suo cuore nasce spontanea la fede capace di riconoscere in Gesù la presenza di Dio.
Natanaele crede in Gesù per quello che gli dice, ma soprattutto perché si è sentito apprezzato e accolto. Il Signore non passa con indifferenza nella vita dell'uomo, egli entra nel suo mondo, entra nella sua esistenza. Dio guarda ogni attimo della nostra vita ed ogni attimo è al centro del suo amore, ecco perché ci conosce, sa chi siamo, sa cosa pensiamo, sa cosa desideriamo. Il Signore è vicino, è la "persona" a noi più cara perché sa di noi quello che nessun altro mai potrebbe sapere. Ma soprattutto Dio si fida di noi, ci guarda con fiducia e cerca a sua volta la nostra fiducia in lui.
Natanaele dimostra di avere quella prontezza di cuore di chi è puro dentro, di chi è vero, senza falsità, la sua onestà gli permette di riconoscere la chiamata di Gesù, gli consente di dire: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!", e quindi di affidarsi con fede sincera.
Solo questo abbandono può aprirci a cose ancora più grandi, a miracoli strabilianti, perché è in questa certezza della presenza di Dio in noi e con noi, che la nostra vita può avere un senso.

Per Riflettere

Dio ci conosce, vede ciascuno di noi come sona unica e ci ama per quello che siamo.


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