Ascolta e Medita Febbraio 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi







VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Febbraio 2018 Questo mese è stato curato da: Fabiola, Matteo e Emanuele Tomasi Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Martedì 27 febbraio 2018
Is 1, 10.16-20; Sal 49
Vangelo secondo Matteo (23, 1-12)

Santo del Calendario di Oggi: 27 Febbraio - San Gabriele dell'Addolorata Religioso




Preghiera Iniziale


L'anima mia magnifica il Signore,
ed il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva,
d'ora in poi tutte le generazioni mi diranno beata.
(dal Magnificat)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».


Medita


È qui racchiuso il progetto che Dio ha per noi, fin dal principio. Attraverso degli esempi di situazioni note a tutti Gesù cerca di far comprendere quali sono gli atteggiamenti che ci allontanano dall'amore del Padre.
L'uomo non dovrà infatti agire come i farisei e gli scribi, legislatori ingiusti, vanagloriosi e orgogliosi, che si vantano di ascoltare la Parola del Signore, senza però obbedire ad essa. Costoro annunciano grandi cose, agiscono solo con l'intento di essere apprezzati e lodati, amano ricoprire ruoli di grande prestigio e spingono la gente a compiere azioni, senza dare per primi l'esempio.
Il Figlio di Dio ha invece un progetto più nobile per noi, una strada che ci conduce tra le braccia del Padre e non una via di ambiguità tra parole e fatti. Succede spesso nella nostra vita di sentirsi forti di buoni propositi, ma poi, nei fatti, di non agire conseguentemente.
«Qui scopriamo una cosa importante. L'umiltà non consiste principalmente nell'essere piccoli, perché si può essere piccoli, senza essere umili; non consiste principalmente nel sentirsi piccoli, perché uno può sentirsi piccolo ed esserlo realmente e questa sarebbe oggettività, non ancora umiltà; senza contare che il sentirsi piccoli e insignificanti può nascere anche da un complesso di inferiorità e portare al ripiegamento su di sé e alla disperazione, anziché all'umiltà. Dunque l'umiltà, per sé, nel grado più perfetto, non è nell'essere piccoli, non è nel sentirsi piccoli, o proclamarsi piccoli. È nel farsi piccoli, e non per qualche necessità o utilità personale, ma per amore, per “innalzare” gli altri» (da una predica di padre Raniero Cantalamessa).
San Francesco fa di “sorella acqua” il simbolo dell'umiltà, definendola “utile, umile, preziosa e casta”. L'acqua infatti mai si “innalza”, mai “ascende”, ma sempre “discende”, fino a che non ha raggiunto il punto più basso. Il vapore sale ed è perciò il simbolo tradizionale dell'orgoglio e della vanità; l'acqua scende ed è perciò simbolo dell'umiltà.
Obbedire a Dio diventa la strada per permettere di trasformare la nostra vita.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Al centro del discorso di Gesù ci siamo noi, noi scribi e farisei. Gesù ci invita a riflettere sulla nostra condotta dinanzi a Dio e a comprendere se il nostro Padre, il nostro Maestro è Dio, oppure siamo noi stessi e le nostre comode autoreferenzialità.


O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà. Amen.
(San Francesco d'Assisi)







 


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