Ascolta e Medita Febbraio 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi







VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Febbraio 2018 Questo mese è stato curato da: Fabiola, Matteo e Emanuele Tomasi Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Venerdì 23 febbraio 2018
Ez 18, 21-28; Sal 129
Vangelo secondo Matteo (5, 20-26)

Santo del Calendario di Oggi: 23 Febbraio - S. Policarpo di Smirne Vescovo e martire




Preghiera Iniziale


Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma presso di te è il perdono:
così avremo il tuo timore.
Io spero, Signore.
Spera l'anima mia,
attendo la sua parola.
L'anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all'aurora.
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.
(Salmo 130)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».


Medita


Chi di noi può dire in cuor suo di non essersi mai adirato con il fratello? O di aver chiamato qualcuno “stupido”, pensando anche che non fosse un insulto così grave? Oppure “pazzo”, quando per avvenimenti—di cronaca e non—rimaniamo profondamente turbati dalle azioni dell'uomo e sono dunque la realtà e l'oggettività a evidenziare tale condizione di un fratello?
Proprio per questo il Vangelo che oggi ci viene donato ci fa riflettere sulla giustizia, necessaria per entrare nel regno dei cieli, che è molto differente da quella della legge ufficialmente riconosciuta. In particolar modo, Gesù vuol fare intendere al suo popolo che la vera ed unica pratica della giustizia è l'amore, quella “sapienza di Dio che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria” (dalla prima lettera ai Corinzi). Si tratta di una giustizia che inevitabilmente supera quella dei farisei e degli scribi.
Se da un lato quindi pensiamo che non compiremmo mai un'azione così grave come togliere la vita a qualcuno, il Figlio di Dio ci riporta alla mente tutte le volte in cui in realtà lo abbiamo fatto. Gesù propone esempi di vita concreta che richiedono attenzione e delicatezza estrema nei nostri rapporti di fratellanza.
Ciò che è impossibile all'uomo è possibile però a Dio, così è a Lui che chiediamo di allontanare da noi ogni atteggiamento che in un modo o nell'altro possa condurre all'assassinio: la rabbia, l'insulto, la non riconciliazione, l'assenza nel nostro cuore della capacità di perdonare il fratello.
Come possono dunque gli occhi degli uomini vedere la vera sapienza? Sempre San Paolo ci mostra che Dio stesso l'ha rivelata “per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio”.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Chi mi sa dire cose belle forse non mi aiuta molto, chi mi sa far fare cose belle come Gesù mi è veramente utile.


Preghiamo per tutti coloro che sono vittime di persecuzione in nome della fede
e per tutti i “martiri nascosti” del nostro tempo
con le parole pronunciate da san Policarpo prima del martirio:
«Signore, Dio onnipotente, Padre del tuo diletto e benedetto Figlio Gesù Cristo,
per mezzo del quale ti abbiamo conosciuto;
Dio degli Angeli e delle Virtù, di ogni creatura
e di tutta la stirpe dei giusti che vivono al tuo cospetto:
io ti benedico perché mi hai stimato degno in questo giorno e in quest'ora
di partecipare, con tutti i martiri, al calice del tuo Cristo,
per la risurrezione dell'anima e del corpo nella vita eterna,
nell'incorruttibilità per mezzo dello Spirito Santo.
Possa io oggi essere accolto con essi al tuo cospetto
quale sacrificio ricco e gradito, così come tu, Dio senza inganno e verace,
lo hai preparato e me l'hai fatto vedere in anticipo e ora l'hai adempiuto.
Per questo e per tutte le cose io ti lodo, ti benedico, ti glorifico
insieme con l'eterno e celeste sacerdote Gesù Cristo, tuo diletto Figlio,
per mezzo del quale a te e allo Spirito Santo sia gloria ora e nei secoli futuri. Amen».







 


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