Ascolta e Medita Febbraio 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi







VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Febbraio 2018 Questo mese è stato curato da: Fabiola, Matteo e Emanuele Tomasi Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Sabato 10 febbraio 2018
1Re 12, 26-32;13, 33-34; Sal 105
Vangelo secondo Marco (8, 1-10)

Santo del Calendario di Oggi: 10 Febbraio - S. Scolastica Vergine.




Preghiera Iniziale


“Se vuoi avere la vita, quella vera ed eterna,
guarda la tua lingua dal male e le tue labbra dalla menzogna.
Allontanati dall'iniquità, opera il bene, cerca la pace e seguila”.
Se agirete così rivolgerò i miei occhi verso di voi
e le mie orecchie ascolteranno le vostre preghiere,
anzi, prima ancora che mi invochiate vi dirò: “Ecco sono qui!”.
Fratelli carissimi, che può esserci di più dolce per noi
di questa voce del Signore che ci chiama?
Guardate come nella sua misericordiosa bontà ci indica la via della vita!
Armati dunque di fede e di opere buone, sotto la guida del Vangelo,
incamminiamoci per le sue vie in modo da meritare
la visione di lui, che ci ha chiamati nel suo regno.
Se, però, vogliamo trovare dimora sotto la sua tenda, ossia nel suo regno,
ricordiamoci che è impossibile arrivarci senza correre verso la meta, operando il bene.
Ma interroghiamo il Signore, dicendogli con le parole del profeta:
“Signore, chi abiterà nella tua tenda e chi dimorerà sul tuo monte santo?”.
E dopo questa domanda, fratelli, ascoltiamo
la risposta con cui il Signore ci indica la via che porta a quella tenda:
“Chi cammina senza macchia e opera la giustizia;
chi pronuncia la verità in cuor suo e non ha tramato inganni con la sua lingua;
chi non ha recato danni al prossimo, né ha accolto l'ingiuria lanciata contro di lui”.
(dalla Regola di San Benedetto, fratello di Santa Scolastica)



Ascolta Vangelo


In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.


Medita


Siamo di fronte alla seconda divisione dei pani e dei pesci. Il clima del racconto è di grande compassione: Gesù, seguito nel deserto dai suoi discepoli e da una moltitudine di gente sempre più stremata e affamata, realmente preoccupato si rivolge ai discepoli per renderli partecipi della situazione. Ma questi ultimi si pongono davanti al problema con uno sguardo umano e dapprima considerano la situazione impossibile da affrontare, trovandosi in una zona disabitata con soltanto sette pani e pochi pesciolini. Per questo rispondono con una domanda disfattista e poco fiduciosa della forza della condivisione e dell'amore che regna tra di loro: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». I discepoli rappresentano ognuno di noi che non si affida totalmente ai progetti del Signore e deve continuamente porre delle domande per poter afferrare umanamente la sua grandezza e la sua gloria. Il movente della nostra liberazione ha invece radice nella compassione di Gesù, Egli è capace di capire le nostre vere necessità e le precede, ha una risposta alla nostra angoscia.
Ed ecco che in Gesù si compie il mistero dell'Eucarestia attraverso il quale è possibile contemplare il dono della condivisione del pane con coloro che non lo hanno. La folla riesce così a saziarsi pienamente dell'abbondanza dei pani e dei pesci, come abbondante è la misericordia del Padre. Questa volta, il miracolo della divisione dei pani avviene in pieno territorio pagano e questo può prefigurare la rivelazione dell'eucaristia universale, offerta in pienezza ad ogni uomo. Comprendiamo attraverso questo Vangelo come siamo commensali alla stessa mensa di chi non ha pane; dare il pane agli affamati non è altro che imparare a dare noi stessi, come ci mostra il Signore Gesù nell'Eucarestia.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Donandoci il pane Gesù dimostra di non essere mai stanco di noi e rinnova la sua misericordia. Riusciamo, dinanzi a tanta grandezza, a non scoraggiarci e ad abbandonare la nostra durezza di cuore?


Se non senti compassione di chi sta con te. Se non senti la fame di chi sta con te.
Se pensi che non sia affar tuo la stanchezza, la fame, di chi sta con te.
Non parlare di amore. Non dire che ami.
Chi ama, soffre insieme. Chi ama, sente la fame dell'altro come sua. E la sfama lui.
Chi ama non permette a nessuno di sfamare il suo amato.
Ma prende quello che ha e comincia a dare, a dare, a dare, a dare, a dare.
E tutto gli si moltiplica in mano.
Perché ciò che è donato, spezzato, per amore, con amore. Basta. Basta sempre.
Siamo ricchi di ciò che abbiamo. Anche se è poco.
E con quello sfamiamo chi amiamo. E quel poco. Basta. Basta sempre.
Chi mi ama. Si sfama solo con me. Non vuole sfamarsi altrove. Vuole quello che ho io.
Anche se è poco. Lo vuole perché è mio. Lo vuole perché vuole me.
(Don Mauro Leonardi)







 


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