Ascolta e Medita Febbraio 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi






VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Febbraio 2018 Questo mese è stato curato da: Fabiola, Matteo e Emanuele Tomasi Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Venerdì 2 febbraio 2018
Ml 3, 1-4 opp. Eb 2, 14-18; Sal 23
Vangelo secondo Luca (2, 22-40)

Santo del Calendario di Oggi:
02 Febbraio - Presentazione del Signore Festa.




Preghiera Iniziale


C'è il segreto della libertà quella vera, batte dentro di te,
come risvegliarsi un mattino col sole, dopo un lungo inverno.
Nel soffrire mio Signore ho incontrato Te, Dio amore,
nel perdono, nel gioire, ho capito che sei luce per me.
Signore sono qui per dirti ancora sì, Luce.
Fammi scoppiare di gioia di vivere, Luce.
Fammi strumento per portare intorno a me, Luce.
E chi è vicino a me sappia che tutto in Te è Luce.
[…] E con le lacrime agli occhi e le mie mani alzate verso Te Gesù,
con la speranza nel cuore e la mia luce in Te paura non ho più.

(Alessandro Gallo dei “Reale”)



Ascolta Vangelo


Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l'anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.



Medita


In Israele, prima ancora della nascita di Gesù, ci sono persone giuste e pie che sono rese capaci, dall'ascolto della Parola di Dio, di svelare profezie agli uomini. L'azione dello Spirito ha infatti guidato il popolo di Dio fin dalle origini. Gesù si inserisce in questa storia di grazia per darle pieno compimento.
Tra i primi personaggi a riconoscerlo come il Salvatore ci sono questi due “anziani” che non hanno perso la speranza per tutta la durata della loro lunga vita. La benedizione di Simeone è una lode a Dio per il dono che ha ricevuto e anche il riconoscimento che questo grande dono è per il mondo intero. La luce infatti è per tutti gli uomini e svela la gloria del popolo che Dio si è scelto, che ha amato sin dal principio. Da una parte la Gloria, cioè l'Amore che si dona nel mistero della morte e resurrezione; e dall'altra la Luce, perché in Cristo Gesù nessun uomo possa più camminare nelle tenebre.
Proprio oggi, a quaranta giorni dal Natale, la tradizione della Chiesa vive la cosiddetta “candelora”. In questo giorno avviene la solenne processione e benedizione delle candele. Allo stesso tempo, inizia il cammino della Chiesa verso la Pasqua con la profezia di Simeone alla Vergine Maria: “E anche a te una spada trafiggerà l'anima”.
Anna, invece, ha sicuramente vissuto molti anni nella sofferenza, eppure non sembra affatto che la tristezza la possegga. Il suo ruolo nella società è davvero limitato, la sua condizione di vedova e di anziana probabilmente la priva degli affetti e della tenerezza che ogni uomo e ogni donna cercano; il suo stesso nome in ebraico significa “miseria”. E allora il riconoscere finalmente che il regno di Dio è vicino agli uomini diventa motivo di gioia, della vera gioia, quella che fa tramutare il pianto in lode, lo sconforto in una profonda consolazione e dona la pace anche al cuore più lacerato.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Dio è capace di colmare il mio cuore e di rendermi felice, senza aver bisogno di cercare altrove la mia gioia?


Ti chiediamo, Signore, la grazia di incontrare nel nostro cammino
persone consacrate consapevoli e gioiose della propria vocazione,
capaci di “svegliare il mondo”, di essere testimoni
di comunione, fraternità, amore, speranza e fede
in un mondo lacerato da guerre e divisioni,
egoismi e indifferenza, rassegnazione e disperazione.
Cristo, luce del mondo, vieni! Porta la tua luce nel nostro mondo!
(Fra Daniele Sciacca)



Abbi pietà di noi, Signore, abbi pietà di noi, privi di ogni giustificazione, noi peccatori ti rivolgiamo, o nostro Sovrano, questa supplica: abbi pietà di noi. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
Signore, abbi pietà di noi: in te infatti, abbiamo riposto la nostra fiducia; non ti adirare oltremodo con noi, né ricordare i nostri peccati; ma misericordioso come sei, volgi su di noi il tuo sguardo benigno e liberaci dai nostri nemici. Tu infatti sei il nostro Dio e noi siamo il tuo popolo; tutti siamo opera delle tue mani ed abbiamo invocato il tuo nome. Ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen. (S. Macario il Grande)
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