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Doni Dello Spirito Santo Scritti di Don Divo BarsottiI DONI DELLO SPIRITO SANTO. Alcuni Scritti di Don Divo Barsotti - Testo Integrale

L'azione dello Spirito Santo si manifesta a noi, ed è garantita dal fatto che lo Spirito Santo è creatore, perciò dilata la nostra anima, dona alla nostra anima di seguire un cammino di fedeltà, dona alla nostra anima la pace.

Ascolta e Medita Febbraio 2017- Questo mese è stato curato da: Roberta e Maurizio Guidato Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi



Venerdì 3 febbraio 2017
Vangelo secondo Marco (6, 14-29) Eb 13, 1-8; Sal 26


Preghiera Iniziale


Eccomi, Signore, mi sono liberato dal Faraone che mi tiene legato
alle mille preoccupazioni quotidiane che mi schiacciano e mi rendono schiavo,
quelle mille e una preoccupazione che mi impediscono
di amarti e di affidarmi totalmente a Te.


Ascolta Vangelo



In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!».
Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.




Medita



L'arroganza del potere è la protagonista del brano del Vangelo. Purtoppo sembra di leggere le cronache di oggi. Balli e piccole orge a sfondo sessuale, uomini e donne che si usano come oggetti. Non è un bello spettacolo il potere, e non lo era neppure allora… ma qui addiruttura per un sospetto si arriva a fare una cosa orribile, a mettere la testa di Giovanni Battista su un vassoio. “Erode, temendo che Giovanni il Battista con la sua grande influenza potesse spingere i sudditi alla ribellione, pensò che era meglio toglierlo di mezzo prima che sorgesse qualche complicazione per causa sua, anziché rischiare di non potere poi affrontare la situazione. E così, per questo sospetto di Erode, egli fu fatto prigioniero, inviato nella fortezza di Macheronte e qui decapitato” (Giuseppe Flavio).
Morte di un profeta, un chiaro avvertimento a Gesù e ai suoi discepoli. Questa morte violenta indica il destino del missionario, del testimone di Cristo. La parola greca per “testimone” è quella da cui deriva il nostro “martire”. La morte di Giovanni prelude alla morte di Gesù e di quanti saranno inviati. Ciò può sembrare poco confortante, ma l'uomo deve comunque morire. La differenza tra la morte per cause naturali e quella per martirio sta nel fatto che la prima è la fine, la seconda è il fine della vita. Il martire infatti testimonia fin dentro ed oltre la morte l'amore che sta a principio della vita.
Questo è il male: gli ingredienti del banchetto di Erode sono ricchezza, potere, orgoglio, falso punto d'onore, lussuria, intrigo, rancore e ingiustizia e, infine, il macabro piatto di una testa mozzata. La storia mondana non è altro che una variazione, monotona fino alla nausea, di queste vivande velenose.
Questo è l'amore immenso di Nostro Signore Gesù Cristo: il banchetto di Gesù invece ha la semplice fragranza del pane, dell'amore che si dona e germina in condivisione e fraternità. (tratto da commenti di Luca Zacchi e Lino Pedron)



Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio


Per Riflettere

Qualunque sia il peso e il numero delle catene che ci tengono legati alla terra, non è mai troppo tardi: liberiamoci al più presto della mondanità.

O Signore, o mio Signore,
Ti prego donami un santo discernimento
affinché io possa insieme a Tuo Figlio Gesù Cristo
fare la tua volonta e non la mia.






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Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato

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