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LUNEDÌ 22
Febbraio 2010
Vangelo secondo Matteo (6,13-19) |
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Ascolta
Essendo giunto Gesù nella
regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi
discepoli: "La gente chi dice che sia il
Figlio dell'uomo?".
Risposero:
"Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia,
altri Geremia o qualcuno dei profeti".
Disse loro: "Voi chi dite che io sia?".
Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il
Figlio del Dio vivente".
E Gesù: "Beato te, Simone figlio di Giona,
perché né la carne né il sangue te l'hanno
rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io
ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra
edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi
non prevarranno contro di essa. A te darò le
chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che
legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e
tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà
sciolto nei cieli".
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Il mese di Febbraio è stato
interamente curato da: Chiara
Sani
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Medita
La professione di fede di Pietro
suggerisce una serie di riflessioni.
Soffermiamoci su alcune: la chiesa, il primato di
Pietro e dei suoi successori. La chiesa come
"assemblea" (ekklesìa in greco) dei
fedeli si trova spesso anche nell'AT per indicare
il popolo eletto e qui questa "comunità-assemblea"
del nuovo Israele si pone come anticipazione del
"regno dei cieli" subito citato dopo.
Le "chiavi" richiamano l'uso di
affidare le chiavi di una città ad un
rappresentante del re: anche il regno dei cieli,
la Gerusalemme celeste, ha le sue chiavi che sono
affidate a Pietro in qualità di maggiordomo,
sostituto terreno del Sovrano divino. Lo "sciogliere"
ed il "legare" sono termini già noti
nell'ambiente rabbinico-farisaico ad indicare
"condanna" o "assoluzione"
per certi comportamenti ed anche "proibire"
e "permettere" qualche atto. Questo
affidare la chiesa a Pietro, ad un uomo, non ci
spaventa, anzi ci sembra molto positivo: Dio
affida ad un suo rappresentante di cooperare alla
salvezza dell'uomo, ponendolo come tramite ma
anche facendogli adoperare il discernimento che
è comunque un suo dono. Questo brano dovrebbe
ricordare ai cristiani di oggi che il cammino di
salvezza è cammino di comunità, è cammino di
rapporti affettuosi e significativi, è cammino
di obbedienza e di corresponsabilità.
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Per
Riflettere |
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Vivere la fede come fatto esclusivamente
personale le toglie ampiezza e profondità, la
soffoca e la limita: e io come vivo la mia fede?
Che cos'è la Chiesa per me?
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