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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





SABATO 20 Febbraio 2010
Vangelo secondo Luca (5,27-32)
   

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Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi!". Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.

Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla di pubblicani e d'altra gente seduta con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: "Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?".

Gesù rispose: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi".



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani

Servizio Santa Messa in puro Lino con croce ricamata


Medita


La vocazione di Levi-Matteo, il pubblicano, riprovato dai farisei per le sue frequentazioni pagane e per la sua attività fonte di corruzione e peccato, è seguita dall'affermazione forse più rivoluzionaria di Gesù, in relazione ai suoi tempi ed alla morale farisaica imperante: "Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi". Leggendo bene la frase, possiamo vedere che è di una chiarezza lapalissiana: chiaramente i giusti non hanno bisogno di convertirsi, mentre i peccatori sì. Perché allora la frase colpisce così duramente i saggi ed i sapienti che stanno tramando contro Gesù? Perché il Signore rivela che l'attenzione del Padre misericordioso è per i figli perduti, i figli prodighi della nota parabola. Non sono rigettati e respinti, ma amati e si va in cerca di loro come il pastore va in cerca della pecorella smarrita. Il peccatore che si rende conto del suo peccato (come Levi-Matteo), sarà accolto e perdonato. Dice il Cardinal Martini: "E' questo il peccato che Gesù attacca nei farisei: quella perversione fondamentale per cui l'uomo si fa salvezza di se stesso e, credendo di essere giunto all'apice della perfezione, giunge alle più gravi aberrazioni della violenza" (Il vangelo di Paolo, p. 16). Gesù sarà ucciso per aver sfidato chi si riteneva giusto e santo.


Per Riflettere

Mi sento così sano da non aver bisogno di Gesù? Critico la misericordia di Dio e lo vorrei giudice inflessibile dei fratelli lontani? So accogliere tutti con la mitezza di Gesù, preoccupandomi quando i miei fratelli si perdono sulle vie del mondo?


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