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LUNEDÌ 15
Febbraio 2010
Vangelo secondo Marco (8,11-13) |
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Ascolta
Allora vennero i farisei e
incominciarono a discutere con lui, chiedendogli
un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse:
"Perché questa generazione chiede un segno?
In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a
questa generazione".
E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all'altra
sponda.
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Il mese di Febbraio è stato
interamente curato da: Chiara
Sani
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Medita
Mentre negli altri Sinottici Gesù
promette, come unico segno, quello di Giona che
secondo la tradizione prefigura la risurrezione,
in Mc il Signore nega qualsiasi segno, sembra
chiudere qualsiasi contatto con i farisei che
vogliono metterlo alla prova. C'è il suo
profondo sospiro che sottolinea tutta la sua
sofferenza nel non essere compreso, ascoltato,
amato. In effetti Gesù ha già compiuto tanti
segni, perché chiederne altri? Ma il rimprovero
giungeva per i farisei di allora come per noi,
cristiani di oggi. La nostra cecità nel leggere
i continui segni che Dio ci invia ci costringe a
chiederne altri, fino a stancare il Signore. Non
siamo noi, pur sentendoci credenti e praticanti,
che spesso dipingiamo di nero il futuro del mondo,
ci facciamo "profeti di sciagure" (la
definizione è di Giovanni XXIII all'apertura del
Concilio Vaticano II), perché è più facile
imprecare contro il buio che cercare di accendere
almeno una piccola luce?
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Per
Riflettere |
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Siamo anche noi una generazione indegna che
chiede segni senza impegnarsi ad ascoltare la
Parola e ad annunciarla?
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