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LUNEDÌ 8
Febbraio 2010
Vangelo secondo Marco (6,53-56) |
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Ascolta
Compiuta la traversata,
approdarono e presero terra a Genèsaret. Appena
scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, e
accorrendo da tutta quella regione cominciarono a
portargli sui lettucci quelli che stavano male,
dovunque udivano che si trovasse.
E dovunque giungeva, in villaggi o città o
campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo
pregavano di potergli toccare almeno la frangia
del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.
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Il mese di Febbraio è stato
interamente curato da: Chiara
Sani
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Medita
La liturgia ci fa compiere un balzo
dalla compassione di Gesù per le folle in cerca
di Lui alla traversata che lo conduce a
Genésaret, tralasciando due segni molto
importanti: la moltiplicazione dei pani e dei
pesci e la camminata sulle acque. Ma questi pochi
versetti letti oggi, un brano narrativo veloce,
tutto basato sui verbi, sulle azioni della folla
e di Gesù, ci fanno progredire nel percorso di
scoperta del vero volto del Figlio dell'Uomo, che
è il problema del Vangelo di Marco fin dall'inizio:
i dubbi cominciano a dissiparsi, nessuno può
più negare la sua identità (la professione di
fede di Pietro è vicina, la troviamo a cap. 8).
Infatti subito dopo vediamo scribi e farisei che
si mettono a tramare contro di lui, a cercare di
ucciderlo.
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Per
Riflettere |
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Quanti lo toccavano guarivano. E noi, quanto
desideriamo toccare Gesù, nutrirci di Lui, della
sua Parola, della sua presenza?
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