Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Dicembre 2016 - Questo mese è stato curato da: Maria Chiara e Giulio Vettori, Mario Cristofaro Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Venerdì 30 dicembre 2016
Sir 3, 2-6.12-14; Sal 127; Col 3, 12-21
Vangelo secondo Matteo (2, 13-15.19-23)
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe



Preghiera Iniziale


O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato.
(Salmo 8)


Ascolta Vangelo


I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall'Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nella terra d'Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d'Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».





Medita


Il mistero dell'Incarnazione che celebriamo con il Natale ci spiazza, ci coglie impreparati e smonta quell'immagine di Dio che ci siamo costruiti. Quando pensiamo a Dio infatti spesso pensiamo a un Dio onnipotente e forte che non ha di certo bisogno del nostro aiuto. Il Vangelo di oggi però ci dice esattamente il contrario: Dio ha bisogno dell'aiuto di Giuseppe per mettere in salvo Gesù, portandolo in riparo in terra straniera.
Che Dio è, se sceglie la pericolosa strada della fuga, del migrante? Pensiamo alle numerose famiglie che, anche quest'anno come da tempo oramai, fuggono da guerre, povertà, cercando una vita migliore in una terra che non appartiene loro e che spesso non li accoglie. La santa famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria non è da meno, percorre le stesse strade.
Ma, come ci ricorda Papa Francesco, “Dio è là dove l'uomo è in pericolo, là dove l'uomo soffre, là dove scappa, dove sperimenta il rifiuto e l'abbandono; ma Dio è anche là dove l'uomo sogna, spera di tornare in patria nella libertà, progetta e sceglie per la vita e la dignità sua e dei suoi familiari”.
Dio ha scelto di farsi uomo e non scappa da tutto ciò che noi proviamo, dalle nostre stesse paure, dai nostri stessi desideri di felicità e dalle nostre stesse sofferenze.
Il vangelo sottolinea l'obbedienza, quasi cieca, di Giuseppe. Per ben tre volte in poche righe un angelo del Signore gli parla ed ogni volta Giuseppe seguirà l'avvertimento. Di che esempio migliore per la nostra vita abbiamo bisogno?
Dio nasce nelle mangiatoie delle nostre case e ci chiede di prenderci cura di Lui e di seguirlo anche su strade che non conosciamo e che apparentemente ci portano lontano, ma con la certezza che non ci abbandona.
Gesù, Giuseppe e Maria ritorneranno a Nazareth e nella quotidianità di un piccolo villaggio palestinese si costruisce quella che è la Santa Famiglia che oggi celebriamo. Anche a noi viene chiesto, oggi più che mai, di diventare santi nelle nostre piccole e umili famiglie.





Per Riflettere

La casa di Nazareth è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo. Qui si impara ad osservare, ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato così profondo e così misterioso di questa manifestazione del Figlio di Dio tanto semplice, umile e bella. Forse anche impariamo, quasi senza accorgercene, ad imitare. Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazareth ci ricordi cos'è la famiglia, cos'è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro ed inviolabile; ci faccia vedere com'è dolce ed insostituibile l'educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell'ordine sociale. Infine impariamo la lezione del lavoro. (Paolo VI, Discorso tenuto a Nazareth il 5 gennaio 1964)







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