Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Dicembre 2016 - Questo mese è stato curato da: Maria Chiara e Giulio Vettori, Mario Cristofaro Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Mercoledì 28 dicembre 2016
1Gv 1, 5-2, 2; Sal 123
Vangelo secondo Matteo (2, 13-18)
Santi Innocenti



Preghiera Iniziale


Cantate al Signore un canto nuovo,
suonate la cetra con arte e acclamate.
Poiché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama il diritto e la giustizia,
della sua grazia è piena la terra.
Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.
(Salmo 32)


Ascolta Vangelo


I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall'Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.

Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».





Medita


Il Vangelo di oggi ci fa fare un salto temporale di circa due anni dalla nascita di Gesù e ci smuove da quella atmosfera dolce e romantica della notte di Natale. Il pianto di questi bambini, martiri inconsapevoli, la fuga della santa Famiglia, ci inquietano, ci spaventano ma hanno qualcosa da dirci del santo mistero dell'Incarnazione che stiamo vivendo in questi giorni.
Giuseppe ed Erode indicano due modi di reagire all'arrivo di Dio nella nostra vita. Un arrivo che ci spiazza e che ci porta a reagire come mai avremmo pensato.
Da un lato abbiamo appunto un Giuseppe che davanti alle parole dell'angelo (“Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto”) si fida e si prende cura del progetto che il Signore gli ha affidato, un progetto che lui forse non aveva immaginato così. Anche le parole usate da Matteo sottolineano come Giuseppe si preoccupi per mettere in salvo qualcosa che sembra non appartenergli del tutto (“il bambino e sua madre”); ma è l'accettare totalmente questo progetto che lo rende protagonista della storia di Salvezza che Dio ha scritto per noi.
Dall'altro lato abbiamo Erode; il suo progetto era quello di regnare e di avere il controllo di tutto e di tutti. La presenza di Dio nella vita di Erode, così vissuta, non è che un problema, un ostacolo alla realizzazione dei suoi piani e dei suoi progetti. Quando Dio diventa un ostacolo, un muro e non più un fratello, l'unico modo per vivere “bene” è abbatterlo, e questo è quello che cerca di fare Erode.
Un vecchio proverbio yiddish dice: «Vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti». Quante volte nella nostra vita i nostri progetti vengono sconvolti, e noi come reagiamo? Come Erode che cerca di andare avanti per la sua strada a costo di uccidere Dio e far del male a chi gli sta accanto o come Giuseppe che prende su di se la sua croce, consapevole che non è da solo a portarla?





Per Riflettere

“Su ogni bambino c'è il riverbero del bambino di Betlemme. Ogni bambino chiede il nostro amore. Pensiamo pertanto in questa notte in modo particolare anche a quei bambini ai quali è rifiutato l'amore dei genitori. Ai bambini di strada che non hanno il dono di un focolare domestico. Ai bambini che vengono brutalmente usati come soldati e resi strumenti della violenza, invece di poter essere portatori della riconciliazione e della pace. Ai bambini che mediante l'industria della pornografia e di tutte le altre forme abominevoli di abuso vengono feriti fin nel profondo della loro anima”. (Benedetto XVI, Omelia della S. Messa nella Notte di Natale 2008)






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