Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Dicembre 2016 - Questo mese è stato curato da: Maria Chiara e Giulio Vettori, Mario Cristofaro Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Lunedì 26 dicembre 2016
At 6, 8-10.12;7, 54-60; Sal 30
Vangelo secondo Matteo (10, 17-22)
Santo Stefano



Preghiera Iniziale


La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l'anima;
la testimonianza del Signore è verace,
rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti,
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi.
(Salmo 18)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».




Medita


Anche questa volta, come ogni anno, la Chiesa sembra invitarci ad abbandonare l'atteggiamento di festa dei giorni precedenti per metterci davanti al martirio di Santo Stefano. Passiamo dal clima natalizio a quello pasquale, ed anche le parole di Gesù sono dure da ascoltare.
La testimonianza di Stefano all'indomani della festa del Natale non è altro che il sottolineare il cammino dei pastori e dei magi iniziato dalle loro case per terminare alla mangiatoia che accoglieva Dio.
Nella sua saggezza, la Chiesa non fa che ricordarci che quello che abbiamo vissuto nella notte di Natale è cosa seria, elimina il superfluo e ci invita, ancora una volta, a metterci dietro, a seguire il Signore con tutta la nostra mente, con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra vita.
Anche quando seguirlo vuol dire affrontare strade impervie, in salita, con l'impressione di essere soli (come forse si sentivano Giuseppe e Maria nel cercare un alloggio in quella lunga notte).
“Ma…”. Gesù conosce molto bene la nostra fragile umanità e ci ricorda, con la tenerezza propria del Padre, che non siamo soli in questa scelta bella e affascinante che è la Fede. Come ci ricorda Papa Francesco, le parole di Gesù di oggi non turbano questa Festa ma “ci fanno comprendere che nelle prove accettate a causa della fede, la violenza è sconfitta dall'amore, la morte dalla vita”.
La gioia della Notte Santa non viene quindi interrotta, ma grazie a questa pagina del Vangelo di Matteo, continua ad invitarci ad una testimonianza che sia coerente con la straordinaria incarnazione vissuta ieri e che sia sempre aperta all'azione dello Spirito Santo.





Per Riflettere

La carità dunque che fece scendere Cristo dal cielo sulla terra, innalzò Stefano dalla terra al cielo. La carità che fu prima nel Re, rifulse poi nel soldato.
Stefano quindi, per meritare la corona che il suo nome significa, aveva per armi la carità e con essa vinceva ovunque. Per mezzo della carità non cedette ai Giudei che infierivano contro di lui; per la carità verso il prossimo pregò per quanti lo lapidavano. Con la carità confutava gli erranti perché si ravvedessero; con la carità pregava per i lapidatori perché non fossero puniti. Sostenuto dalla forza della carità vinse Saulo che infieriva crudelmente, e meritò di avere compagno in cielo colui che ebbe in terra persecutore. La stessa carità santa e instancabile desiderava di conquistare con la preghiera coloro che non poté convertire con le parole. (San Fulgenzio di Ruspe, Discorsi)







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