Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Dicembre 2016 - Questo mese è stato curato da: Maria Chiara e Giulio Vettori, Mario Cristofaro Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Domenica 25 dicembre 2016
Is 9, 1-6; Sal 95; Tt 2, 11-14
Vangelo secondo Luca (2, 1-14)
Natale del Signore



Preghiera Iniziale


Venite Fedeli, l'angelo ci invita, venite, venite a Betlemme.
Nasce per noi Cristo Salvatore.
Venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo il Signore Gesù.
La luce del mondo brilla in una grotta; la fede ci guida a Betlemme.
La notte risplende, tutto il mondo attende: seguiamo i pastori a Betlemme.
Il Figlio di Dio, Re dell'universo, si è fatto Bambino a Betlemme.
“Sia gloria nei cieli, pace sulla terra”, un angelo annunzia a Betlemme.


Ascolta Vangelo


In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio.
C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».




Medita


Oggi è il giorno della Gloria del Signore, il giorno in cui domina lo stupore e l'adorazione per il grande “segno” che Dio ha compiuto “per tutto il popolo”, come dice l'angelo.
Accostarsi al Natale con fede, meglio ancora vivere il Natale, è provare lo stupore dei pastori, che obbedirono all'invito dell'angelo di andare alla grotta, perché là era nato il Salvatore del mondo, Gesù, il Figlio di Dio.
Agli occhi degli uomini superbi ed arroganti, quel bambino, posto in una mangiatoia, non diceva nulla di interessante, ieri e forse, per molti, neanche oggi. Ma quel Bambino è il segno vivente dell'Amore di Dio-Padre che non ha bisogno, come noi, di grandi vesti o maschere di gloria, perché l'Amore ama la verità, la semplicità: è splendore in se stesso. Così Dio inizia la Sua Presenza tra noi e solo chi ha gli occhi del cuore pieni di questa consapevolezza può cogliere la grande gioia, di cui Dio ci fa dono.
C'è nel Vangelo una piccola frase, che descrive il rischio, che tutti corriamo, di rifiutare nel nostro prossimo Gesù: “Non c'era posto per loro in albergo”. Sarebbe bello e un grande augurio per questo Natale, che Egli, presentatosi povero tra noi, ritrovi tra noi “gli angeli” che annunziano a chi soffre che la Sua venuta è anche per loro. Dobbiamo davvero riappropriarci del Natale come una rivelazione dell'amore di Dio per ciascuno di noi e, pieni di stupore, diventare così ambasciatori di giustizia, di solidarietà, perché nessuno sia escluso dalla gioia di Dio.





Per Riflettere

“Per celebrare in modo proficuo il Natale siamo chiamati a soffermarci sui luoghi dello stupore… Quali sono questi luoghi nella vita quotidiana? Sono tre. Il primo è l'altro nel quale riconoscere un fratello, perché da quando è accaduto il Natale ogni volto porta impresse le sembianze del figlio di Dio, soprattutto quando è povero. Un altro luogo dello stupore in cui se guardiamo con fede proviamo lo stupore è la Storia. Tante volte crediamo di vederla per il verso giusto e invece la leggiamo alla rovescia, specie quando è regolata dagli affari e dai poteri di turno. Il Dio del Natale è un Dio che scombina le carte, come canta Maria nel Magnificat. Un terzo luogo è la Chiesa, guardarla non limitandosi a considerarla solo come un'istituzione religiosa ma sentirla come una madre, che pur tra macchie e rughe lascia trasparire i lineamenti della madre e sposa del Signore, che sa riconoscere i segni dell'Amore di Dio”. (Papa Francesco, Angelus del 20 dicembre 2015)






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