Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Dicembre 2016 - Questo mese è stato curato da: Maria Chiara e Giulio Vettori, Mario Cristofaro Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Lunedì 19 dicembre 2016
Gdc 13, 2-7.24-25a; Sal 70
Vangelo secondo Luca (1, 5-25)



Preghiera Iniziale


Tu per piantarli, con la tua mano hai sradicato le genti,
per far loro posto, hai distrutto i popoli.
Poiché non con la spada conquistarono la terra,
né fu il loro braccio a salvarli;
ma il tuo braccio e la tua destra
e la luce del tuo volto,
perché tu li amavi.
(Salmo 44)


Ascolta Vangelo


Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l'offerta dell'incenso.
Fuori, tutta l'assemblea del popolo stava pregando nell'ora dell'incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». Zaccarìa disse all'angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L'angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».




Medita


Come nel Vangelo di ieri, anche in questo caso, il Signore opera attraverso lo Spirito Santo con l'aiuto di un uomo e una donna, Zaccaria ed Elisabetta. Due grandi personaggi della Bibbia che però inizialmente fanno fatica ad accogliere il disegno di Dio su di loro, anche se questo prevede ciò che loro ricercavano da tantissimo tempo, un figlio. L'angelo Gabriele appare a Zaccaria e gli svela il prodigio che Dio ha per loro, ma la titubanza e l'incredulità di Zaccaria portano l'angelo ha compiere una scelta: renderlo muto fino alla nascita di Giovanni Battista. Un gesto insolito, con un sapore più di insegnamento che di punizione: per Zaccaria è ora il momento di stare in silenzio, non parlare, ma ascoltare e contemplare il prodigio di Dio.
Il cambiamento di prospettiva che è costretto a fare Zaccaria riguarda anche noi, soprattutto in questo ultima settimana prima di Natale. Sembra quasi suggerirci un invito a ridurre le parole, sospendere giudizi e dubbi, fare silenzio… solo per un periodo, come Zaccaria, proviamo a metterci in una posizione di ascolto e di osservazione, come fanno i pastori quando giunge loro la notizia della nascita di Gesù, per cogliere fino in fondo il mistero che sta per accadere: Dio si fa uomo e sceglie di nascere da una donna in una mangiatoia. Un mistero da contemplare in silenzio per assaporarne la grandiosità più che da spiegare con tante parole.





Per Riflettere

Non per nulla i monaci antichi avevano una predilezione particolare per gufi e civette. Soprattutto a motivo degli occhi, enormi, capaci di forare il muro della notte. Il gufo riesce a vedere con una luce cento volte inferiore a quella necessaria per l'uomo. Dio ha fatto gli occhi dei gufi e delle civette così enormi affinché fossero occhi che vedono nella notte, quando le cose sono quello che sono. Per scrutare le tenebre bisogna avere occhi smisurati, gli occhi di Dio stesso. Allora la notte diventa luce.
Così è dei contemplativi: si ostinano a scrutare la notte di Dio. Sono là come sentinelle in attesa, pazientemente appollaiati sulle loro fragili zampe, fino a che si levi il Sole. I nostri occhi, attratti dalle cose immediate, appariscenti, scintillanti, che s'impongono violentemente all'attenzione, si chiudono a poco a poco, si riducono alle dimensioni degli oggetti che stanno ad un palmo di distanza.
Gli occhi dei contemplativi, come quelli dei gufi, sfidano la notte. (Gli occhi del gufo, preghiera di contemplazione)







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