Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Dicembre 2016 - Questo mese è stato curato da: Maria Chiara e Giulio Vettori, Mario Cristofaro Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Mercoledì 7 dicembre 2016
Is 40, 25-31; Sal 102
Vangelo secondo Matteo (11, 28-30)
Sant'Ambrogio



Preghiera Iniziale


Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
(Salmo 26)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».




Medita


Anche in questo brano il discorso di Gesù si apre con un invito all'accoglienza “Venite a me”, ma a chi si rivolge Gesù in particolare?
“Voi tutti, che siete stanchi e oppressi”. Chi di noi non si sente stanco? Stanco dello studio, del lavoro, stanco di non trovare lavoro, stanco delle fatiche di alcuni tipi di relazione. Oppure chi di noi non si sente anche un po' oppresso? Dai genitori, dai figli, da chi comanda sopra di noi, oppresso dal tempo che passa, dai mille impegni… Ognuno di noi probabilmente si sente stanco o oppresso per qualcosa, soprattutto a conclusione di un anno, momento nel quale si ripensa e si fa un bilancio di ciò che è stato.
Ed è proprio a noi che Gesù parla, ci invita a seguirlo per insegnarci qualcosa di molto preciso, qualcosa che è proprio al caso nostro, anche se all'apparenza sembra proprio il contrario; ci vuole insegnare ad essere “miti ed umili di cuore” come Lui. Verrebbe da chiedersi: “Ma come?! Proprio a noi, Signore? Proprio a noi che siamo stanchi ed oppressi di qualcosa o di qualcuno, Tu vieni ad insegnare questo?”.
Il Signore, infatti, non ci invita ad abbandonare tutto, lasciando perdere tutte le fatiche, bensì ci invita a seguirlo dando un senso e un significato nuovo alla nostra stanchezza e oppressione con la mitezza e l'umiltà di cuore. Non un'umiltà di chi si sente inferiore o senza valore, ma un'umiltà che genera dolcezza, di chi sa mettersi all'ultimo posto, consapevole del proprio e altrui valore, per fare posto a tutti, un'umiltà che sa essere grande nel silenzio. E chi meglio di Gesù può insegnarci questo? Il nostro Dio, infatti, sceglie di nascere in una stalla, forse per insegnare anche a noi a farlo ogni volta che la stanchezza e l'oppressione prendono il sopravvento e ci arrocchiamo sulle nostre mura alte e impenetrabili per Dio e per gli altri.





Per Riflettere

«Per dialogare è necessaria la mitezza, senza gridare. È necessario anche pensare che l'altra persona ha qualcosa di più di me, e Davide lo pensava: “Lui è l'unto del Signore, è più importante di me”. L'umiltà, la mitezza… Per dialogare, è necessario farsi tutto a tutti. Umiltà, mitezza, farsi tutto a tutti e anche—però non è scritto nella Bibbia—tutti sappiamo che per fare queste cose bisogna ingoiare tanti rospi. Ma, dobbiamo farlo, perché la pace si fa così: con l'umiltà, l'umiliazione, cercando sempre di vedere nell'altro l'immagine di Dio». (Papa Francesco)






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