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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





LUNEDÌ 21 Dicembre 2009
Vangelo secondo Luca (1,39-45)
   

Ascolta


In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: " Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto".





Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Mons.Enzo Lucchesini Vicario Episcopale per la vita Consacrata


Medita


L'ansia della giovanissima Maria si scioglie tra le braccia della parente, al suono delle sue parole. Ecco i due segni voluti dallo Spirito Santo: Giovanni sussulta (si potrebbe rendere anche con "balla") nel seno di sua madre, Elisabetta dice: "ha sussultato di gioia"; poi con un canto ispirato risponde al saluto di Maria. Così la Vergine si presenta come figura di Israele che, come era accaduto nel tempio per Simeone ed Anna, vede l'aurora della salvezza e si sente coinvolta nel disegno "impossibile" che l'amore di Dio sta portando a compimento. La "benedizione" dice il rapimento, l'entusiasmo, la gioia di Elisabetta che, "colmata di Spirito Santo", scopre in Maria la grandezza e la felicità del ruolo che le è stato riservato.

E la Chiesa impara a ripetere ogni giorno: "Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo". Le parole della lode ricalcano quelle già pronunziate per altre donne divenute strumento di salvezza: ad es. Giuditta "Benedetta sei tu figlia, davanti al Dio Altissimo più di tutte le donne che vivono sulla terra, e benedetto il Signore Dio che ha creato il cielo e la terra e ti ha guidato a troncare la testa del capo dei nostri nemici" (13,18). Si va formando la preghiera mariana per eccellenza, aggiungendo la benedizione al saluto dell'angelo. "Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta tra tutte le donne è il frutto del tuo seno, Gesù", ripetiamo ancor oggi. Mentre si recita ci si sente coinvolti nella gioia messianica esplosa il giorno della "visitazione". La benedizione non è destinata solo a Maria, ma scende su ogni membro: su tutta la Chiesa che nasce in quel Bambino: è il capo di un corpo. Ci arriva attraverso le parole di Luca l'eco della stima di cui ha goduto Maria già nella Chiesa primitiva. Qualche secolo più tardi la Chiesa fisserà come verità di fede, patrimonio assoluto di tutti i credenti, l'affermazione già contenuta qui: Maria è madre di Dio, per tutti la madre e il modello ideale.



Per Riflettere

Hai fatto posto nella tua preghiera al silenzio che fa nascere lo stupore davanti al capolavoro, alla lode e alla gioia che naturalmente sgorgano: da lì diventa più forte il proposito di imitare Maria, specialmente in questo tempo di preparazione al Natale.


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