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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





SABATO 12 Dicembre 2009
Vangelo secondo Matteo (17,10-13)
   

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Allora i discepoli gli domandarono: "Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?".

Ed egli rispose: "Si, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto.

Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro". Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.




Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Mons.Enzo Lucchesini Vicario Episcopale per la vita Consacrata


Medita


Ad alcuni discepoli è stata offerta un'esperienza straordinaria: hanno assistito alla Trasfigurazione, durante la quale Mosè e ed Elia, simbolicamente tutta la Legge e i Profeti, hanno dato testimonianza a Gesù della sua divinità e della sua missione. Quando scendono dal monte la visione diventa un ricordo; Gesù ha lo stesso volto dei giorni precedenti e guida lo stesso cammino appesantito dall'annunzio della passione fatto poco prima e illuminato solo dalla promessa che il Figlio dell'uomo risorgerà dai morti. In questo clima sorge la domanda sul ruolo di Elia nel tempo dell'attesa che si fa sempre più breve. Nessuno lo ha ancora visto sul cammino quotidiano, e se lui deve annunziare il Cristo, il precursore non è ancora venuto. Di conseguenza come può Gesù presentarsi come l'atteso? Non è così, dice Gesù. Il precursore è quel Giovanni che nella testimonianza violenta della morte ha anticipato quanto deve accadere a lui. La sua parola che, come quella di Elia, bruciava come fiaccola (Sir 48,1), e il rifiuto, si stanno ripetendo.

E' il destino del profeta, di colui che porta la parola che gli è stata affidata. La sua fedeltà fino alle estreme conseguenze rende fecondo il gesto di Dio che l'ha suscitato, ma peserà drammaticamente su di lui. Il rifiuto sembrerà cancellare il senso stesso della profezia, ma non coinvolgerà tutti: coloro che si faranno discepoli umili e obbedienti, quindi se i suoi ascoltatori diverranno tali, ne trarranno luce e speranza. Così è avvenuto per il Battista, così accadrà per Gesù che sta guidando i suoi verso la morte-risurrezione, così si ripete anche per noi che raccontiamo il Crocifisso-risorto e sperimentiamo il rifiuto, l'incomprensione, la fatica di camminare dopo aver "visto" Gesù solo nella fede, e averlo scelto come guida anche per i passi monotoni e faticosi del quotidiano.


Per Riflettere

La nostra testimonianza prende luce dall'alto e può donarla al cammino dei fratelli. Nessuna profezia-testimonianza, tanto meno quella sofferta, è inutile. Tutti coloro che accettano di compierla, anche in questo tempo di rifiuto del vangelo, devono guardare a Gesù che li precede sotto la croce.



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