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VENERDÌ 11
Dicembre 2009
Vangelo secondo Matteo (11,16-19) |
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Ascolta
A chi posso paragonare
questa generazione?
E' simile ai bambini che stanno seduti in piazza
e, rivolti ai compagni, gridano: "Vi abbiamo
suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo
cantato un lamento e non vi siete battuti il
petto!".
E' venuto Giovanni che non mangia e non beve, e
dicono: "E' indemoniato".
E' venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve,
e dicono: "Ecco, un mangione e un beone, un
amico dei pubblicani e dei peccatori".
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per
le opere che essa compie".
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Il mese di Dicembre è stato
interamente curato da: Mons.Enzo
Lucchesini Vicario Episcopale per la vita
Consacrata
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Medita
Dopo l'elogio del Battista, un giudizio
severo su chi cerca pretesti per non ascoltarlo.
La similitudine, tratta dalla vita quotidiana del
villaggio, è di una chiarezza folgorante. Come
si spiega il rifiuto a Giovanni prima e a Gesù
poi? Col pregiudizio che impedisce di vedere, di
comprendere e di accogliere la verità. Chiusi
nelle convinzioni in cui sono radicati, questi
ascoltatori di Gesù cadono in una contraddizione
evidente. Rimproverano a Giovanni la sua
austerità; non mangia e non beve: è sostenuto
da un demonio. Poi, di fronte a Gesù, anziché
vedere una manifestazione della sua misericordia
nella ricerca e nell'amicizia con i lontani, nel
clima di serenità che si instaura
particolarmente nella condivisione della mensa,
si scandalizzano e lo giudicano "un mangione
e un beone ", troppo vicino ai pubblicani e
ai peccatori per non essere uno di loro. Fanno
così anche i bambini nei loro giochi di piazza;
quando non vogliono giocare si giustificano
accusando il gioco scelto o di eccessiva
spensieratezza o di eccessiva severità.
Pregiudizio, incoerenza e contraddizione sono
armi fragili, non ci portano a distinguere ciò
che è bene, è vero, è giusto. Il rifiuto
pregiudiziale, non è un giudizio saggio; non
sono aperti all'ascolto, non vogliono lasciarsi
guidare da un discernimento obiettivo e maturo:
sono come bambini schiavi del capriccio, dinanzi
ai quali ogni proposta è inutile. Ma dove
trovare la "sapienza" che faccia
maturare un giudizio equilibrato e onesto? Nelle
cose di Dio bisogna chiederla a lui come dono,
con un atteggiamento umile, che non ponga
ostacoli al suo rivelarsi. Ecco allora che la
superbia, la presunzione di essere solo noi
capaci di vedere, di comprendere, di scegliere,
si rivelano ostacoli insormontabili a che si
possa riconoscere ciò che Dio ci sta dicendo. Ad
Israele Dio ripete continuamente: Ascolta,
Israele! Un vecchio proverbio che non manca di
saggezza: non c'è peggior sordo di chi non vuol
sentire..
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Per
Riflettere |
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Hai mai sperimentato questa cocciutaggine
infantile nel tuo cammino di fede, o nelle tue
scelte morali?
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