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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





GIOVEDÌ 10 Dicembre 2009
Vangelo secondo Matteo (11,11-15)
   

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In verità io vi dico: fra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.

Tutti i Profeti e la Legge hanno profetato fino a Giovanni.

E, se volete comprendere, è lui quell'Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!


Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Mons.Enzo Lucchesini Vicario Episcopale per la vita Consacrata


Medita


Il brano del Vangelo ci fa tornare alla figura di Giovanni: un maestro dell'Avvento. E' in carcere per la sua parola schietta e forte. Ha mandato alcuni discepoli ad accertare se Gesù è davvero l'Atteso. E Gesù ha risposto con gli oracoli di Isaia: "Andate e riferite.....i ciechi riacquistano la vista...i sordi odono...i morti risuscitano". Dunque, le opere testimoniamo per lui e dovrebbero aprire gli occhi e aiutare a trovare la risposta giusta. Poi, dopo che gli interroganti hanno preso la via del ritorno, ha pronunziato un solenne elogio del Battista davanti alla folla, riconoscendo in lui il messaggero destinato a preparargli la strada, dotato dello zelo coraggioso di Elia, il più grande tra i profeti, delle cui opere prodigiose è rimasta testimonianza nel primo libro dei Re. Nel brano alcuni passi sono di difficile interpretazione. Ad es. il v. 12, che alcuni rendono: "Il regno di Dio incontra opposizione perché i violenti gli si oppongono". Ma la "violenza" potrebbe essere anche l'entusiasmo con cui i buoni lo accolgono. In ogni caso deve essere desiderato e cercato anche a caro prezzo.

Lo scenario sul quale è presentato Giovanni, è il deserto. Le folle accorrono perché attratte dalla vita austera, dalla parola infiammata, dal gesto penitenziale proposto a chi vuole attendere. E' un'immagine forte anche per il nostro avvento. Invita a cercare il silenzio perché l'unica parola essenziale risuoni con una chiarezza nuova e spinga a riorientare la vita. Nessuna parola può essere decisiva se il cuore non si dispone ad ascoltarla nell'umiltà e nella confidenza. La liturgia sta ripetendo: Viene, è il Salvatore! Eppure quasi tutta la nostra fatica d'avvento si spende nel cercare un oggetto, magari curioso ed originale, ma che non sa parlare di Gesù, da scambiare. Il dono di Natale è lui, soprattutto per chi lo ha smarrito e non può certo ritrovarlo ....nei mercatini di Natale. Ci vuole un cuore simile a quello del Battista, una vita così orientata a lui, per far risuonare la domanda: "Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettarne un altro?".

Per Riflettere

Quale dono prepari perché aiuti i tuoi cari, o i tuoi amici, siano aiutati a porsi la domanda che sembra dimenticata o volutamente messa da parte: "Cos'è il Natale? Chi è quel Gesù che nasce per noi?".



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