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GIOVEDÌ 10
Dicembre 2009
Vangelo secondo Matteo (11,11-15) |
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Ascolta
In verità io vi dico: fra
i nati di donna non è sorto alcuno più grande
di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel
regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora,
il regno dei cieli subisce violenza e i violenti
se ne impadroniscono.
Tutti i Profeti e la Legge hanno profetato fino a
Giovanni.
E, se volete comprendere, è lui quell'Elia che
deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!
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Il mese di Dicembre è stato
interamente curato da: Mons.Enzo
Lucchesini Vicario Episcopale per la vita
Consacrata
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Medita
Il brano del Vangelo ci fa tornare alla
figura di Giovanni: un maestro dell'Avvento. E'
in carcere per la sua parola schietta e forte. Ha
mandato alcuni discepoli ad accertare se Gesù è
davvero l'Atteso. E Gesù ha risposto con gli
oracoli di Isaia: "Andate e riferite.....i
ciechi riacquistano la vista...i sordi odono...i
morti risuscitano". Dunque, le opere
testimoniamo per lui e dovrebbero aprire gli
occhi e aiutare a trovare la risposta giusta. Poi,
dopo che gli interroganti hanno preso la via del
ritorno, ha pronunziato un solenne elogio del
Battista davanti alla folla, riconoscendo in lui
il messaggero destinato a preparargli la strada,
dotato dello zelo coraggioso di Elia, il più
grande tra i profeti, delle cui opere prodigiose
è rimasta testimonianza nel primo libro dei Re.
Nel brano alcuni passi sono di difficile
interpretazione. Ad es. il v. 12, che alcuni
rendono: "Il regno di Dio incontra
opposizione perché i violenti gli si oppongono".
Ma la "violenza" potrebbe essere anche
l'entusiasmo con cui i buoni lo accolgono. In
ogni caso deve essere desiderato e cercato anche
a caro prezzo.
Lo scenario sul quale è presentato Giovanni, è
il deserto. Le folle accorrono perché attratte
dalla vita austera, dalla parola infiammata, dal
gesto penitenziale proposto a chi vuole attendere.
E' un'immagine forte anche per il nostro avvento.
Invita a cercare il silenzio perché l'unica
parola essenziale risuoni con una chiarezza nuova
e spinga a riorientare la vita. Nessuna parola
può essere decisiva se il cuore non si dispone
ad ascoltarla nell'umiltà e nella confidenza. La
liturgia sta ripetendo: Viene, è il Salvatore!
Eppure quasi tutta la nostra fatica d'avvento si
spende nel cercare un oggetto, magari curioso ed
originale, ma che non sa parlare di Gesù, da
scambiare. Il dono di Natale è lui, soprattutto
per chi lo ha smarrito e non può certo
ritrovarlo ....nei mercatini di Natale. Ci vuole
un cuore simile a quello del Battista, una vita
così orientata a lui, per far risuonare la
domanda: "Sei tu colui che deve venire, o
dobbiamo aspettarne un altro?".
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Per
Riflettere |
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Quale dono prepari perché aiuti i tuoi cari, o i
tuoi amici, siano aiutati a porsi la domanda che
sembra dimenticata o volutamente messa da parte:
"Cos'è il Natale? Chi è quel Gesù che
nasce per noi?".
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