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MERCOLEDÌ 9
Dicembre 2009
Vangelo secondo Matteo (11,28-30) |
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Ascolta
In quel tempo Gesù disse:
"Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e
della terra, perché hai nascosto queste cose ai
sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua
benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre
mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e
nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui
al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e
oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio
giogo sopra di voi e imparate da me, che sono
mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la
vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il
mio peso leggero.
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Il mese di Dicembre è stato
interamente curato da: Mons.Enzo
Lucchesini Vicario Episcopale per la vita
Consacrata
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Medita
Leggiamo la seconda parte dell' "inno
di giubilo", come lo chiamano alcuni; più
semplicemente diremo l'inno di lode sgorgato
dalla bocca di Gesù nel constatare che, di
fronte alle tante resistenze e ai rifiuti di
crede di essere "sapiente" e "dotto",
l'annunzio del Regno trova accoglienza nel cuore
dei piccoli, come sono i discepoli riuniti
intorno a lui. Solo i piccoli, coloro che
riconoscono la propria pochezza, che vivono
magari disprezzati , collocati agli ultimi posti
della scala sociale, permettono a Dio di aprire
loro il cuore fino a renderlo disponibile alla
sua azione. E quel Gesù che può stare davanti
al "Signore del cielo e della terra"
chiamandolo Padre, potrà introdurre quanti lo
ascoltano e accolgono fino nell'intima
familiarità con lui, il Padre comune. Così
avranno ristoro dalle stanchezze che causano loro
le prescrizioni dei farisei , riducendoli "stanchi
e oppressi". L'annuncio del Regno sarà solo
"un giogo leggero" per quei piccoli che
fattisi miti e umili di cuore come è il Maestro,
cammineranno dietro a lui.
Gesù si è fatto piccolo e povero, mite e umile,
donandosi interamente al servizio del Padre e dei
fratelli. Chi gli somiglierà sarà "beato"
come lui, che conosce il Padre, che ha con il
Padre una relazione vitale; intende parteciparla
anche a quelli che crederanno in lui. Non avranno
da faticare a scoprire la sapienza di un tale
atteggiamento, o mettere in gioco particolari
doti. La capacità di leggere la vita e di
costruirla bene è dono del Padre che nel suo
amore vuole rivelarla: davanti a lui l'unico
atteggiamento conveniente è la "povertà di
spirito" l'umile e fiduciosa confidenza, il
lasciarsi attrarre senza resistenze. Non sarà
tanto l'osservanza puntuale delle norme a farci
diventare giusti, quanto l'acquisire uno "spirito
di figli" che gioiscono nel fare la volontà
del Padre. Senza perdere la speranza, anche
quando camminano nel pianto, pagano per coltivare
la mitezza, scelgono di essere puri di cuore,
sentono la fame e la sete della giustizia, sono
diffamati ingiustamente....
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Per
Riflettere |
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Beati voi quando vi insulteranno, vi
perseguiteranno e, mentendo diranno ogni sorta di
male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed
esultate, perché è grande la vostra ricompensa
nei cieli. (Mt. 5,11-12)
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