 |
GIOVEDÌ 3
Dicembre 2009
Vangelo secondo Matteo (7,21.24-27) |
| |
|
|
|
Ascolta
Non chiunque mi dice:
"Signore, Signore". Entrerà nel regno
dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre
mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le
mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio,
che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde
la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i
venti e si abbatterono su quella casa. ma essa
non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette
in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha
costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la
pioggia , strariparono i fiumi, soffiarono i
venti e si abbatterono su quella casa e la sua
rovina fu grande.
|
 |
Il mese di Dicembre è stato
interamente curato da: Mons.Enzo
Lucchesini Vicario Episcopale per la vita
Consacrata
|
|
Medita
Matteo probabilmente polemizza con certi
entusiasti presuntuosi che avevano sempre sulle
labbra il nome di Gesù, e che poi non
concludevano nulla. C'è il rischio di una
preghiera - Signore, Signore - che non si traduce
in impegno - la volontà di Dio - e di un ascolto
che non diventa pratica. Certo, Matteo non
condanna la preghiera né l'ascolto. E' anzi
convinto che sono la radice della prassi
cristiana. Affermare che nella vita cristiana l'essenziale
non è l'ascoltare e il dire, ma il fare, è
tratto tipico di Matteo. Con un ulteriore
sottolineatura: è sufficiente non un qualsiasi
fare - neppure cacciare i demoni e operare
miracoli ! - ma fare la carità, come è detto
nel discorso della montagna e come è ribadito
nel grande affresco del giudizio (B. Maggioni).
La roccia sulla quale costruire perché l'edificio
della vita possa sfidare la forza travolgente di
un torrente impetuoso, o la minaccia di un vento
irresistibile che squassa e distrugge, non può
essere che Dio. Basta aprire il Salterio per
trovare ritmato come un ritornello: Dio è la
roccia. Potremmo ricorrere anche ad un'altra
immagine: Cristo, pietra angolare, dalla quale
partire per elevare un edificio ordinato e sicuro.
La fede concreta, vera, che fa scegliere il
fondamento, colui che può dare senso e certezza
ad ogni avventura umana, ci permette di
accoglierlo e di stare sulla roccia; a patto che
non sia solo un'affermazione verbale, che può
anche illudere . Ad es. non posso illudermi di
essere credente perché mi presento come tale, o
frequento un gruppo che si forma solo per pregare
o cantare insieme, o partecipo alla Messa di
Natale e di Pasqua, o concorro con qualche
offerta.... poi giudico e vivo ...come fanno
tutti, o secondo il criterio del "che male c'è?",
o quello del "carpe diem".
|
 |
Per
Riflettere |
|
|
E' meglio non dirsi di Cristo ed esserlo, che
dirlo e non esserlo: le opere che compiamo
raccontano di chi siamo; su chi fondiamo la
nostra vita.
|
| |
|
|