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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





GIOVEDÌ 3 Dicembre 2009
Vangelo secondo Matteo (7,21.24-27)
   

Ascolta


Non chiunque mi dice: "Signore, Signore". Entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa. ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia , strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa e la sua rovina fu grande.

Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Mons.Enzo Lucchesini Vicario Episcopale per la vita Consacrata


Medita


Matteo probabilmente polemizza con certi entusiasti presuntuosi che avevano sempre sulle labbra il nome di Gesù, e che poi non concludevano nulla. C'è il rischio di una preghiera - Signore, Signore - che non si traduce in impegno - la volontà di Dio - e di un ascolto che non diventa pratica. Certo, Matteo non condanna la preghiera né l'ascolto. E' anzi convinto che sono la radice della prassi cristiana. Affermare che nella vita cristiana l'essenziale non è l'ascoltare e il dire, ma il fare, è tratto tipico di Matteo. Con un ulteriore sottolineatura: è sufficiente non un qualsiasi fare - neppure cacciare i demoni e operare miracoli ! - ma fare la carità, come è detto nel discorso della montagna e come è ribadito nel grande affresco del giudizio (B. Maggioni).
La roccia sulla quale costruire perché l'edificio della vita possa sfidare la forza travolgente di un torrente impetuoso, o la minaccia di un vento irresistibile che squassa e distrugge, non può essere che Dio. Basta aprire il Salterio per trovare ritmato come un ritornello: Dio è la roccia. Potremmo ricorrere anche ad un'altra immagine: Cristo, pietra angolare, dalla quale partire per elevare un edificio ordinato e sicuro. La fede concreta, vera, che fa scegliere il fondamento, colui che può dare senso e certezza ad ogni avventura umana, ci permette di accoglierlo e di stare sulla roccia; a patto che non sia solo un'affermazione verbale, che può anche illudere . Ad es. non posso illudermi di essere credente perché mi presento come tale, o frequento un gruppo che si forma solo per pregare o cantare insieme, o partecipo alla Messa di Natale e di Pasqua, o concorro con qualche offerta.... poi giudico e vivo ...come fanno tutti, o secondo il criterio del "che male c'è?", o quello del "carpe diem".

Per Riflettere

E' meglio non dirsi di Cristo ed esserlo, che dirlo e non esserlo: le opere che compiamo raccontano di chi siamo; su chi fondiamo la nostra vita.



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