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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





MERCOLEDÌ 2 Dicembre 2009
Vangelo secondo Matteo (15,29-37)
   

Ascolta


Gesù si allontanò di là, giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d'Israele. Allora Gesù chiamò i suoi discepoli e disse: "Sento compassione per la folla. Ormai d atre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino". E i discepoli gli dissero: "Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?". Gesù domandò loro:" Quanti pani avete?". Dissero: "Sette, e pochi pesciolini". Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini. Congedata la folla, Gesù salì sulla barca e andò nella regione di Magadàn.

Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Mons.Enzo Lucchesini Vicario Episcopale per la vita Consacrata


Medita


Con l'Avvento è iniziato l'anno liturgico: Ancora un inno di lode: "la folla...glorificava il Dio d'Israele". E' una folla affamata di poveri: porta con sé "zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati". Come sull'Israele peregrinante nel deserto ecco il segno della provvidenza di Dio. Da tre giorni sta seguendo il Maestro, dimentica anche delle necessità primarie. La compassione di Gesù, la partecipazione alla sofferenza di questi uomini segnati dal male, affamati, ma in cammino dietro a lui suscita guarigioni insperabili e sazia tutti. L'intervento è raccontato con un linguaggio "eucaristico"; vi ritroviamo i termini che Matteo userà per raccontare la Cena:"...e prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli disse: Prendete e mangiate: questo è il mio corpo (26,26)". Oltre quattromila persone saziate oltre il necessario: pochi pani per una folla e rimangono ancora sette (il numero della pienezza) sporte piene di pane. Il dono li aiuterà a camminare e costituirà un segno per quanti poveri, affamati, infermi, decideranno di affidarsi a Gesù.
L'Eucaristia è il grande segno della compassione di Dio; il segno efficace di un amore che lo ha portato ad addossarsi la nostra condizione così miserevole, a farsi cibo nel deserto della vita. Ma è anche invito a diventare a nostra volta compassionevoli, a donarsi agli altri. "Quanti pani avete?". I primi a mostrare compassione devono essere i suoi discepoli. Quel giorno avevano in mano una piccola sicurezza, qualche pane. Poteva evitare loro di ritrovarsi a dover mangiare il grano raccolto direttamente dal campo, come accadde in altra occasione. E sul loro piccolo gesto di generosità e di fiducia Gesù costruì un gesto d'amore da Dio. Poi, per farne godere tutta la folla, si servì dei discepoli, come se fosse nato dalle loro mani.

Per Riflettere

La compassione di Dio ha lasciato al suo popolo in cammino un altro dono del quale non sempre sa gioire: in questo "anno sacerdotale" il pensiero va al legame strettissimo che corre tra eucaristia e sacerdozio ministeriale.



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