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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





MARTEDÌ 1 Dicembre 2009
Vangelo secondo Luca (10,21-24)
   

Ascolta


In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: "Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.

Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete.

Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono".

Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Mons.Enzo Lucchesini Vicario Episcopale per la vita Consacrata


Medita


Con l'Avvento è iniziato l'anno liturgico: la celebrazione del mistero di Cristo dal suo manifestarsi al compiersi nella Pasqua. Si tratta dell'anno "C", nel quale utilizziamo particolarmente il racconto di Luca. Al termine delle missione dei settantadue discepoli, Gesù prega con una gioia nuova. La vede anticipare il comando che un giorno dovrà portare l'annuncio del Vangelo ad ogni uomo. Li ha mandati "a due a due", una comunità minimale ma capace di rendere la testimonianza valida anche giuridicamente. Sono andati precedendolo in ogni luogo dove egli poi andrà. Un giorno andranno ai confini del mondo per preparare l'incontro con l'unico salvatore. Così sarà vinta l'oscurità che porta la morte. Così si diffonderà la gioia anche in mezzo alla lotta. I settantadue tornano "pieni di gioia: hanno vinto Satana, annunziando anche ai pagani la venuta del Regno, dimostrandolo con il compiere guarigioni. Ora molti sanno che Gesù è l'inviato del Padre: è lui che ha partecipato loro un tale potere. Per questo sale dal cuore di Gesù un inno di lode e di benedizione: il Padre si è compiaciuto di servirsi di portavoce umili ed incapaci per rivelare il mistero del Figlio; di uomini che sono tanto simili ai "poveri di Jawhè".
Poi, "in disparte, c'è un messaggio particolarmente gioioso per i dodici, per quanti hanno avuto già il dono straordinario di "vedere" con occhi nuovi e di ascoltare con fiducia ciò che è stato appena rivelato: la comunione con il Padre è aperta a chi si fa piccolo, umile e confidente. Discepolo sarà sempre chi impara a "vedere" Gesù con gli occhi del Padre, dopo essersi fatto ascoltatore attento, adoratore. Solo così può diventare portatore fedele della verità che gli è stato fatta conoscere. Nasce, dunque, un itinerario: da ascoltatore attento, a colui che vede, a colui che annunzia. Tutti quelli che sono intorno a Gesù stanno vivendo in questa dinamica. Solo chi lo ascoltò dopo averlo visto, scoprì il mistero che lo avvolge e divenne capace di raccontarlo come vangelo, aprendo ai fratelli la strada per incontrarlo, per essere attratto nel suo disegno di amore e di salvezza.

Per Riflettere

Il cammino d'avvento ripropone il grande silenzio nel quale attendere la Parola, ascoltarla, vederla, per annunziarla.



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