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MARTEDÌ 1
Dicembre 2009
Vangelo secondo Luca (10,21-24) |
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Ascolta
In quella stessa ora Gesù
esultò di gioia nello Spirito Santo e disse:
"Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e
della terra, perché hai nascosto queste cose ai
sapienti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua
benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre
mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre,
né chi è il Padre se non il Figlio e colui al
quale il Figlio vorrà rivelarlo.
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse:
"Beati gli occhi che vedono ciò che voi
vedete.
Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto
vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e
ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo
ascoltarono".
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Il mese di Dicembre è stato
interamente curato da: Mons.Enzo
Lucchesini Vicario Episcopale per la vita
Consacrata
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Medita
Con l'Avvento è iniziato l'anno
liturgico: la celebrazione del mistero di Cristo
dal suo manifestarsi al compiersi nella Pasqua.
Si tratta dell'anno "C", nel quale
utilizziamo particolarmente il racconto di Luca.
Al termine delle missione dei settantadue
discepoli, Gesù prega con una gioia nuova. La
vede anticipare il comando che un giorno dovrà
portare l'annuncio del Vangelo ad ogni uomo. Li
ha mandati "a due a due", una comunità
minimale ma capace di rendere la testimonianza
valida anche giuridicamente. Sono andati
precedendolo in ogni luogo dove egli poi andrà.
Un giorno andranno ai confini del mondo per
preparare l'incontro con l'unico salvatore. Così
sarà vinta l'oscurità che porta la morte. Così
si diffonderà la gioia anche in mezzo alla lotta.
I settantadue tornano "pieni di gioia: hanno
vinto Satana, annunziando anche ai pagani la
venuta del Regno, dimostrandolo con il compiere
guarigioni. Ora molti sanno che Gesù è l'inviato
del Padre: è lui che ha partecipato loro un tale
potere. Per questo sale dal cuore di Gesù un
inno di lode e di benedizione: il Padre si è
compiaciuto di servirsi di portavoce umili ed
incapaci per rivelare il mistero del Figlio; di
uomini che sono tanto simili ai "poveri di
Jawhè".
Poi, "in disparte, c'è un messaggio
particolarmente gioioso per i dodici, per quanti
hanno avuto già il dono straordinario di "vedere"
con occhi nuovi e di ascoltare con fiducia ciò
che è stato appena rivelato: la comunione con il
Padre è aperta a chi si fa piccolo, umile e
confidente. Discepolo sarà sempre chi impara a
"vedere" Gesù con gli occhi del Padre,
dopo essersi fatto ascoltatore attento, adoratore.
Solo così può diventare portatore fedele della
verità che gli è stato fatta conoscere. Nasce,
dunque, un itinerario: da ascoltatore attento, a
colui che vede, a colui che annunzia. Tutti
quelli che sono intorno a Gesù stanno vivendo in
questa dinamica. Solo chi lo ascoltò dopo averlo
visto, scoprì il mistero che lo avvolge e
divenne capace di raccontarlo come vangelo,
aprendo ai fratelli la strada per incontrarlo,
per essere attratto nel suo disegno di amore e di
salvezza.
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Per
Riflettere |
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Il cammino d'avvento ripropone il grande silenzio
nel quale attendere la Parola, ascoltarla,
vederla, per annunziarla.
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