Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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GIOVEDÌ 30 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni (6,44-51)



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Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre che mi ha mandato.
Questa frase non indica l'esclusione di alcuni, quasi che il messaggio di Gesù sia solo per qualcuno scelto, privilegiato. Pochi versetti dopo troviamo infatti la sottolineatura che "tutti sono ammaestrati da Dio". Ci richiama invece ad un dono che comunque l'uomo e la donna ricevono. "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi", dice Gesù agli apostoli.
"Prima di essere formato nel grembo materno io ti conoscevo e ti sceglievo", dice Dio al profeta. C'è un mistero di amore che ci avvolge, c'è una scelta di Dio, che ci chiama, ci elegge, o meglio, ci guarda con amore quasi come lo sposo desidera e guarda la sua sposa.
Non possiamo andare a lui se lui non si volge verso di noi, non ci guarda con benevolenza, non ci attira a sé...perché tutto è Grazia, cioè dono gratuito di Dio, dono abbondante, sovrabbondante. E la fede ci immette in questo mistero trinitario del Padre che attiva e invia il Figlio, del figlio che ha visto il Padre e viene da lui come dono per la vita del mondo, dello Spirito che è effuso e che immette nel vortice dell'amore.

Contemplare il mistero trinitario ci aiuta a comprendere tutta la vicenda di Gesù, ci introduce nell'amore di Dio, il Padre, il Figlio, lo Spirito che le pagine di Giovanni spesso ci richiamano e ci fanno intravedere come in questo lungo testo di Gesù a Cafarnao.
Oggi siamo invitati forse a riscoprire questa elezione, questa chiamata di Dio per noi, a contemplare il mistero del suo amore per noi, ma anche a sentire la gratuità di questo dono.
Se scopriamo questo ci poniamo in modo diverso anche verso i fratelli e le sorelle. Non siamo cristiani per i nostri meriti, per ciò che abbiamo saputo fare, ma per l'amore misericordioso che è stato riversato dal Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito nei nostri cuori, nella nostra vita.



Per Riflettere



Cosa significa per me ringraziare Dio, riconoscermi oggetto del suo amore, ricevere il dono della sua Grazia?





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