 |
GIOVEDÌ 30
Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni (6,44-51) |
|
|
Ascolta
Nessuno può venire a me, se non lo attira il
Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò
nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E
tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha
udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.
Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo
colui che viene da Dio ha visto il Padre. In
verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita
eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno
mangiato la manna nel deserto e sono morti;
questo è il pane che discende dal cielo, perché
chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo,
disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane
vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia
carne per la vita del mondo".
|
 |
Il mese di Febbraio è stato
interamente curato da: Barabara Pandolfi |
|
|
Medita
Nessuno può venire a me
se non lo attira il Padre che mi ha mandato.
Questa frase non indica l'esclusione di alcuni,
quasi che il messaggio di Gesù sia solo per
qualcuno scelto, privilegiato. Pochi versetti
dopo troviamo infatti la sottolineatura che
"tutti sono ammaestrati da Dio". Ci
richiama invece ad un dono che comunque l'uomo e
la donna ricevono. "Non voi avete scelto me,
ma io ho scelto voi", dice Gesù agli
apostoli.
"Prima di essere formato nel grembo materno
io ti conoscevo e ti sceglievo", dice Dio al
profeta. C'è un mistero di amore che ci avvolge,
c'è una scelta di Dio, che ci chiama, ci elegge,
o meglio, ci guarda con amore quasi come lo sposo
desidera e guarda la sua sposa.
Non possiamo andare a lui se lui non si volge
verso di noi, non ci guarda con benevolenza, non
ci attira a sé...perché tutto è Grazia, cioè
dono gratuito di Dio, dono abbondante,
sovrabbondante. E la fede ci immette in questo
mistero trinitario del Padre che attiva e invia
il Figlio, del figlio che ha visto il Padre e
viene da lui come dono per la vita del mondo,
dello Spirito che è effuso e che immette nel
vortice dell'amore.
Contemplare il mistero trinitario ci aiuta a
comprendere tutta la vicenda di Gesù, ci
introduce nell'amore di Dio, il Padre, il Figlio,
lo Spirito che le pagine di Giovanni spesso ci
richiamano e ci fanno intravedere come in questo
lungo testo di Gesù a Cafarnao.
Oggi siamo invitati forse a riscoprire questa
elezione, questa chiamata di Dio per noi, a
contemplare il mistero del suo amore per noi, ma
anche a sentire la gratuità di questo dono.
Se scopriamo questo ci poniamo in modo diverso
anche verso i fratelli e le sorelle. Non siamo
cristiani per i nostri meriti, per ciò che
abbiamo saputo fare, ma per l'amore
misericordioso che è stato riversato dal Padre,
per mezzo del Figlio, nello Spirito nei nostri
cuori, nella nostra vita.
|
 |
Per
Riflettere |
|
|
Cosa significa per me ringraziare Dio,
riconoscermi oggetto del suo amore, ricevere il
dono della sua Grazia?
|
|