Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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MERCOLEDÌ 29 Aprile 2009
Vangelo secondo Matteo (25,1-13)



Ascolta



Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Il Signore parla in parabole, con esempi e immagini che suscitano subito, nell'ascoltatore un'immagine, un legame con la propria esperienza. Ritorna qui il tema dello sposo e del banchetto che nella cultura biblica di Israele indicava e richiamava il Signore sposo del suo popolo, la comunione a cui dio invita i suoi, come il banchetto unisce e lega i membri di una famiglia, gli amici, l'intimità tra le persone, tra i credenti. Il testo sottolinea, però, anche un tempo di attesa. Lo sposo non arriva subito e il banchetto è rinviato in attesa di lui. Bisogna attenderlo e non basta attendere e basta, è necessario rimanere pronti, tenere le lampade (la propria vita) pronta all'incontro e alla festa. E' notte per tutte, la stanchezza e il sonno prendono tutte le vergini, ma alcune hanno ancora risorse per le loro lampade, altre no. Bisogna prevedere un tempo di attesa e anche la durezza che questa attesa comporta. Il rischio di non rimanere aperti all'attesa, di non essere vigilanti è reale ed esclude dal banchetto delle nozze. Il seme caduto sulle pietre non può mettere radici, quello caduto tra le spine è soffocato.
Se ieri abbiamo tentato di interrogarci sul rischio dell'abitudine, della tradizione nel seguire Gesù, il testo che la liturgia ci propone oggi ci richiama fortemente all'esigenza dell'essere vigili, dell'essere pronti, all'erta, per non rischiare di credere di partecipare alle nozze eterne e invece rimanerne esclusi.
Le lampade ci indicano un impegno dell'uomo in attesa dello Sposo e non a caso la chiesa ci propone questo testo nella festa di Caterina da Siena, una donna operosa, donna di fede e di dialogo, di pace e di impegno anche sociale. La donna che vive l'incontro intimo e profondo con Dio, lo sposo e nello stesso tempo vive il suo tempo nella vigilanza e nell'azione.



Per Riflettere



Cosa significa vigilare?
Cosa significa per noi attendere il banchetto, le nozze, l'incontro con Il Signore? Quale orientamento questa attesa dona alla nostra vita?





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