Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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DOMENICA 26 Aprile 2009
Vangelo secondo Luca (34,35-48)



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Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: "Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho". Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?". Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: "Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi". Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto".




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Di questo voi siete testimoni.
Quelli che hanno seguito Gesù, che hanno attraversato la fatica della fede e lo scandalo della croce, che hanno condiviso la vita del Maestro, pur con le loro fragilità, sono ora i testimoni. Questo termine è caro al Luca, che lo utilizza anche nel testo degli Atti degli apostoli quando si tratterà di sostituire Giuda per ricostituire il gruppo dei dodici. Questo uomo dovrà essere scelto "perché divenga testimone della sua risurrezione" (Atti 1,22), insieme con gli altri.
Testimoni perché hanno vissuto, visto, toccato, udito..come ci ricorda la prima lettera di Giovanni, cioè sono coinvolti in prima persona, con tutta la vita, fino a dare la vita. In fondo il termine greco che dice il dono della vita è "martirio", cioè testimonianza.

Si alla fine è questo che è il discepolo, un testimone. Forse è questo di cui il mondo ha davvero bisogno, come ci ricordava Paolo VI: il mondo ha bisogno non di maestri ma di testimoni.
Testimoni: cioè persone che hanno vissuto e vivono sulla loro pelle ciò che annunciano. In un mondo pieno di parole spesso contradditorie e vuote, che non significano e non comunicano niente di profondo, c'è davvero bisogno di testimoni, di persone vere che parlano per avere vissuto, per aver provato, per aver fatto esperienza. Persone alle quali un incontro ha cambiato la vita, l'ha travolta e cambiata, ma anche gli ha dato senso e pienezza. Gioia profondo che da ora in poi accompagna la vita del discepolo pur in mezzo alle ostilità e alle contraddizioni, fino al martirio.
Come il maestro, con il Signore.



Per Riflettere



Essere testimoni significa coniugare fede e vita, parole e scelte concrete. E per te? E per la vita della tua comunità, la chiesa?




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