Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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GIOVEDÌ 23 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni (3,31-36)
   



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Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza; chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero. Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui".



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Il brano che leggiamo oggi fa parte di un testo più ampio, la testimonianza di Giovanni il Battista riguardo a Gesù. Pochi versetti prima del nostro brano, Giovanni applica a Gesù l'immagine dello Sposo che ben si addice a ciò che in questi giorni abbiamo meditato sulla relazione tra il discepolo, il credente e il maestro. In bocca a Giovanni ritroviamo molte delle espressioni che abbiamo già meditato e ritorna urgente il tema della scelta. Si annota nel testo "nessuno" ne accetta la testimonianza. Il momento della crisi, della scelta sembra portare verso una chiusura, un rifiuto. E' uno scontro che il quarto vangelo ci ha presentato fin dal prologo e che rimarrà nella vita della Chiesa. Non c'è dubbio la luce è nel mondo, la vita è offerta a tutti, ma le tenebre e la morte talvolta sembrano prevalere.

Siamo anche noi sconcertati di fronte alle tenebre, al male che sembra prevalere nel mondo, di fronte alla lotta che talvolta ci pone la domanda: ma allora Dio dov'è, cosa sta facendo, perché non interviene? Il vangelo lascia che il discepolo sia attraversato ad queste domande. Come non pensare ai salmi, alle mille espressioni di preghiera che la tradizione ebraica ci consegna in questi testi e che spesso sono il grido dell'uomo di fronte al male, all'ingiustizia, alla sofferenza...alle tenebre. Giovanni è interrogato, forse anche lui fatica a vedere la luce, come sottolineano le sua domande dal carcere a Gesù, riportate in altri passi biblici. Tuttavia si schiera. Sa o meglio crede che il Figlio, lo sposo ha la vita e la dona a chi obbedisce e crede, spesso attraverso le tenebre della sua vita e del mondo, che la luce sconfiggerà l'oscurità.



Per Riflettere



Quali interrogativi, guardando la mia vita, il mondo, la storia rendono incerta la mia fede?





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