Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento
Fai conoscere questo Servizio Passa Parola





MERCOLEDÌ 22 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni (3,16-21)
   



Ascolta


Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio".



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Siamo arrivati all'ultima parte del testo di Giovanni sull'incontro notturno tra Gesù e Nicodemo, il fariseo capo dei Giudei.
Siamo al cuore del mistero di Gesù e del progetto di Dio, siamo di fronte al dono che viene dall'alto che salva, che dà la vita al mondo!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito,...perché chi crede in lui abbia la vita eterna.
Il Figlio non viene per giudicare, ma per salvare e tuttavia c'è un giudizio che si compie e che Nicodemo è invitato a prendere in considerazione. Il giudizio nasce dalla risposta dell'uomo, dalla fede e dall'incredulità, dall'accoglienza o dal rifiuto di fronte a Gesù, la luce che è venuta per risplendere e per rischiarare tutta la casa
Il Figlio ha in sé la vita, quella stessa vita divina, e la dà a quelli che credono in lui.

E' questo amore incredibile, sorprendente che abbiamo celebrato nella Pasqua e che celebriamo sempre nella liturgia della chiesa..
Un amore che lascia stupiti, poiché non viene donato per i nostri meriti, perché siamo amabili, anzi, ci ricorda Paolo, che ci raggiunge "quando ancora eravamo peccatori".
E l'amore lascia liberi, chi lo volesse avere per forza o chi lo ottenesse con la costrizione lo avrebbe comunque perduto irrimediabilmente.
Tocca a Nicodemo allora scegliere, schierarsi, non più di notte, non più con l'alibi della conoscenza e del sapere, ma con tutta la sua vita e la sua persona.
Tocca al Nicodemo che è ciascuno di noi, venire alla luce.



Per Riflettere



Non posso più rimandare, c'è un'urgenza di fronte alla Parola, devo operare una scelta.
Che cosa significa per me, magari già credente, come lo era Nicodemo?





Ricerca personalizzata






Vai su: Home Page - Mese di Aprile- 2009