Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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MARTEDÌ 21 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni (3,7b-15)
   



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Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito". Replicò Nicodèmo: "Come può accadere questo?". Gli rispose Gesù: "Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna".



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



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Prosegue, con più forza e con più durezza il colloquio tra Gesù e Nicodemo, quasi che la domanda di questo uomo non fosse la richiesta di chi ha colto il bisogno di rinascere, ma di chi vuole mettere alla prova. E Gesù sottolinea, richiamando al fatto che anche Nicodemo è un maestro e dovrebbe essere a conoscenza delle cose di Dio. In realtà, sembra dirgli Gesù, tu non conosci neppure le cose della terra. E prova che Nicodemo non conosce o meglio conosce con la mente e non con tutta la sua persona (conoscere nella tradizione biblica significa fare esperienza, una esperienza vitale, concreta) è il fatto che Gesù, per dire di se, riprende proprio le Scritture, i testi dell'Antico Testamento. Il testo centrale riprende un'immagine del libro dei Numeri, quando il popolo nel lungo cammino verso la terra promessa fu minacciato da serpenti velenosi, Mosè ne innalzò uno su un'asta: chi lo guardava era salvo. Gesù ora applica a sé questa immagine e richiama alla croce, alla sua morte, al tipo di Messia che lui è. Un Regno strano quello di Dio, nel quale il Figlio/Re sarà crocifisso. Solo in questa prospettiva il termine "innalzato" lascia intuire anche un destino di gloria.Noi sappiamo che Nicodemo è con Giuseppe di Arimatea colui che ha deposto Gesù dalla croce. Allora sarà giorno e Nicodemo si prenderà cura di seppellire un crocifisso. Forse ha guardato colui che è stato innalzato ed è guarito, è rinato dall'alto?
Ancora una volta Gesù rimanda alla Parola, alle Scritture. E' lì la fonte dalla quale partire, è lì la sapienza che viene da Dio e che permette di interpretare la storia e di vivere la vita della fede.Ma accostarsi alla Parola non significa fare uno sforzo intellettuale, uno studio...sapere come sembra sapere Nicodemo. Significa rinascere, conoscere in senso biblico. Gesù invita a fare esperienza, cioè ad entrare in una relazione vitale con la Parola e con Dio, ad entrare in una relazione profonda con lui, non solo per capire con la testa, ma per accogliere nella vita e lasciarsi trasformare. Lui può guidarci, può salvarci perché vivendo la relazione profonda dall'alto, cioè nel mistero di Dio, è disceso, cioè è venuto a vivere una relazione profonda col mistero dell'uomo, fino a condividerne la morte.



Per Riflettere



Quale relazione profonda, vitale vivo con Dio?
Quale relazione profonda, vitale vivo con la mi umanità e con i miei fratelli?





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