Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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LUNEDÌ 20 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni (3,1-8)
   



Ascolta


C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei. Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: "Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui". Gli rispose Gesù: "In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio". Gli disse Nicodèmo: "Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?". Gli rispose Gesù: "In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito".



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


(La liturgia ci presenta il testo di Giovanni, al capitolo 3 diviso in tre parti).

È ancora una volta notte. Un uomo va da Gesù di nascosto. E' un uomo importante, un fariseo, un capo dei Giudei. Eppure ha visto i gesti di Gesù e si interroga, cerca di aprirsi. Davanti a quell'uomo che compie dei segni, Nicodemo riconosce che è un Maestro (lo dice due volte) che viene da Dio. E' un riconoscimento importante, esprime lo stupore che quest'uomo porta nel cuore. Però va da Gesù di notte, forse per paura di essere giudicato, forse perché cerca di razionalizzare lo stupore, la perplessità che porta nel cuore. Certo i segni che Gesù compie non possono che venire da Dio, ma quell'uomo chi è, come può fare quei segni?
Gesù lo capisce subito e non gli dà una risposta diretta. Lo invita a rinascere, a essere nuovo, ad aprirsi ad una logica e a una vita nuova, che non viene dalla carne, dalla sapienza umana, ma da Dio, dall'alto..Solo così, infatti, è possibile vedere il Regno di Dio. La risposta di Nicodemo esprime tutta la fatica e la perplessità umana. Gesù invita a non meravigliarsi, ma ad accogliere il mistero e a percorrere la strada della libertà che viene dallo Spirito.
Al discepolo che ha seguito il cammino pasquale che la liturgia ha proposto, si presenta ora la figura di quest'uomo che cerca, ma che ancora fatica a fare un'opzione chiara, alla luce del sole, davanti a tutti e prima di tutto dentro se stesso. All'inizio Nicodemo parla al plurale, quasi facendosi portavoce degli uomini di cui è capo, ma Gesù gli risponde al singolare. È necessario davvero un capovolgimento, una conversione sincera per entrare nel Regno, per dirla con Giovanni, per vedere. Una conversione che è come la nascita ad una vita diversa e nuova. Non si tratta, come forse sperava Nicodemo, solo di migliorare qualcosa o di riconoscere un maestro che fa segni straordinari. Si tratta di cambiare radicalmente, di coinvolgersi in una esistenza che nasce dall'alto, quindi in una prospettiva che viene da Dio.



Per Riflettere



Da tempo, forse, sei credente. Cosa significa per te, ora, rinascere dall'alto? Che cosa significa conversione?




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