Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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DOMENICA 19 Aprile 2009
II Domenica di Pasqua
Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)
   



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La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi".
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò".
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!".Poi disse a Tommaso: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!".Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!".
Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Il testo ci presenta una duplice apparizione, sempre nello stesso luogo: il cenacolo, dove i discepoli sono riuniti insieme, anche se la prima volta senza Tommaso. Le due apparizione avvengono a distanza di otto giorni l'una dall'altra, in quel giorno ormai consacrato, nella comunità di Giovanni, a fare memoria della pasqua.
Tommaso è un uomo concreto, vuole toccare con le sue mani, vedere con i suoi occhi, non solo il Risorto ma anche che questi è davvero colui che è stato crocifisso.
Tommaso vuole vedere per credere, riprendendo così un tema caro al quarto vangelo che abbiamo trovato anche riferito al discepolo amato che nel sepolcro vuoto.
Tommaso vive la sua fatica di credere. Ma quando incontra il risorto non ha più bisogno di toccare e la sua professione di fede esprime tutto il suo affetto per Gesù, con quel pronome possessivo che era già stato usato da Maria Maddalena: mio Signore e mio Dio.

Le parole di Gesù sono rivolte a noi: beati coloro che pur non avendo visto crederanno.
Ci possono sembrare di consolazione e di sprone, ma non tolgono la nostra esigenza di vedere e di credere. Gesù aveva detto: venite e vedete. Il bisogno di vedere rimane e Gesù non si sottrae a questa esigenza dell'uomo.
Ci dona però la sapienza del cuore per vedere nel mondo la sua presenza, per cogliere la sua Parola nelle Scritture, per riconoscerlo nello spezzare il pane.
Non si tratta, infatti, tanto di vedere con gli occhi della carne. Tommaso è questo che cerca: vedere e toccare, quanto di vedere nella fede e di accogliere nel cuore.



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