Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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SABATO 18 Aprile 2009
Vangelo secondo Marco (16,9-15)
   



Ascolta


Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere.

Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere.

Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato.
Gesù disse loro: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


È un testo duro quello di Marco, un testo che ci presenta l'incredulità degli undici, pur di fronte alla parole di Maria di Magdala e alla testimonianza di alcuni discepoli. Mentre nei giorni scorsi i testi dei vangeli ci hanno presentato la fede della comunità che condivide e si testimonia vicendevolmente, Marco evidenzia l'incredulità e il dubbio degli apostoli, fino a meritare i rimproveri del Signore. Il contesto è ancora quello della mensa, cioè dell'intimità, dell'amicizia...ma le parole sono dure, un richiamo a credere non solo al Signore che appare, ma alla parola gli uni degli altri. Gesù è apparso ma loro, proprio loro sulla cui parola si fonderà la fede apostolica della chiesa, non credono ai racconti dei fratelli e delle sorelle, quelli che il Signore a scelto, a cui è apparso. Non si finisce mai, sembra dirci Marco, di dover crescere nella fede in Dio e nella fiducia reciproca.

Anche a noi potrebbe capitare di giudicare gli altri, pensando: è mai possibile che il Signore mi parli attraverso quella persona, quella situazione?
Forse ci crediamo migliori, più meritevoli degli altri. Se il Signore fosse davvero risorto sarebbe venuto da noi, se Dio parlasse di certo parlerebbe con me!
Non si tratta certo di dare retta ad ogni sorta di dicerie, ma di condividere la nostra vita e la nostra esperienza, di dare fiducia a chi vive con noi la fede, di credere che Dio può parlare anche dalla "bocca dei bimbi e dei lattanti" e che la sapienza di Dio confonde la sapienza di questo mondo. Si tratta di vivere da fratelli e sorelle e di accogliere anche la fatica della fede, i dubbi e le lentezze nel confronto fraterno nella comunità.



Per Riflettere


Chi mi parla oggi di fede? Da dove è nata la mia fede? Quali testimonianze hanno segnato la mia vita?




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