Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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GIOVEDÌ 16 Aprile 2009
Vangelo secondo Luca (24,35-48)
   



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Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: "Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho". Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?". Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: "Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi". Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto".



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Ancora una volta il Risorto apre la mente dei discepoli all'intelligenza delle Scritture. Come ci ricorderà uno dei testi più antichi del nuovo testamento: Gesù è morto ed è risorto secondo le Scrittura (1Cor 15) , cioè secondo il progetto di Dio, secondo il suo imperscrutabile disegno di amore. Nel nostro testo sembra che sia ancora la comprensione della Scrittura che accompagna la predicazione a tutte le genti, la conversione, il perdono dei peccati.
Quando il cuore che si apre alla comprensione delle Scritture, non si può non comunicare, perciò, i discepoli di Emmaus, tornati a Gerusalemme, riferiscono l'incontro col Signore agli altri.
E' bello che proprio mentre sono uniti e parlano di queste cose, Gesù, il Risorto, appaia in mezzo a loro; quasi a ricordare le parole di Gesù alla sua comunità: dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro.
Il primo dono del risorto è la pace. Non il quieto vivere o la pace come assenza di problemi, come spesso la immaginiamo noi, ma la pace come pienezza dei doni messianici. E' il dono della salvezza portata da Gesù che anzi comporterà una lotta nel discepolo e per il discepolo.
La comunità diventa quasi subito il luogo dove si incontra il Risorto e dove, insieme, si apre la mente alla comprensione delle Scritture. I discepoli, con i loro limiti e peccati, con le loro paure, che li tengono chiusi tra le mura protette di quella stanza al primo piano, che si allontanano da Gerusalemme e vi fanno ritorno di notte...sono il luogo dove il Risorto si manifesta, proprio lì, "in mezzo a loro". Saranno loro che da Gerusalemme, fino ai confini del mondo, porteranno la buona notizia, la sorprendente novità che la morte è stata sconfitta, che l'uomo è perdonato, che il Crocifisso e il Risorto, il vivente.




Per Riflettere


Quale esperienza hai di comunità?
Quale esperienza di lettura e comprensione insieme delle Scrittura, hai vissuto?




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