Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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VENERDÌ 10 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni(18,1-19,42)
   



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Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: "È compiuto!". E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Presso la croce sono rimasti in pochi: alcune donne e il discepolo amato. Gesù sta per morire sul più ignominoso dei patiboli, eppure ha ancora alcune cose da dire.
Rivolgendosi alla madre con l'appellativo "donna" si ricollega a tutta la tradizione profetica che vede Sion come donna feconda, madre del popolo d'Israele (Is 26,17; 49,18; 66,7; Bar 4,36 ...).
Essa è la madre di tutti i discepoli, della nuova famiglia di Gesù che proprio in quest'ora nasce dal suo costato squarciato, dal quale escono i segni della nascita (sangue e acqua), i segni della nascita della Chiesa (battesimo ed eucaristia). Secondo alcuni "il discepolo la accolse nella sua intimità."
Un'ultima parola ha ancora da dire Gesù: "ho sete". Un'altra volta, nel vangelo di Giovanni Gesù ha detto queste parole e lo ha fatto con una donna samaritana. Ora è la sua ultima parola.
Ha sete come ogni uomo, più di ogni uomo. Vive fino in fondo la sua umanità. Eppure ha ancora un dono per i suoi: il suo Spirito effuso sulla Chiesa. Pasqua e Pentecoste insieme, perché unico è il mistero che genera la Chiesa.

Gesù ha condiviso con l'uomo la sua vita, la drammaticità dell'esistenza umana, obbediente fino alla morte ed alla morte di croce. Il suo grido ci raggiunge e ci interpella: ho sete.
Ai piedi della croce lo raccolgono alcune donne, Maria e Giovanni. Lo Spirito genera l'umanità nuova, perché risponda a questo grido, perché si faccia obbediente e accolga la propria sete e la sete di ogni uomo ai piedi della croce.



Per Riflettere


Medita in silenzio davanti alla croce. Prova a rimanere con Maria e Giovanni di fronte al grido dell'uomo: ho sete.




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