Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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GIOVEDÌ 9 Aprile 2009
Vangelo secondo Giovanni (13,1-15)
   



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Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, quando gia il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?". Rispose Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo". Gli disse Simon Pietro: "Non mi laverai mai i piedi!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con me". Gli disse Simon Pietro: "Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!". Soggiunse Gesù: "Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti". Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: "Non tutti siete mondi". Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Siamo ancora lì, alla cena, alla cena più grande di tutte, alla mensa della Parola e dei Segni. Sono le consegne ultime di Gesù prima di intraprendere la strada verso il compimento, verso quella Pasqua che è morte e vita che genera una nuova umanità, che è umiliazione e glorificazione. Possiamo dire che è ciò che gli sta più a cuore! Il vangelo di Giovanni non ci narra del pane spezzato, trasformato; al capitolo 6 aveva già, a lungo, parlato di Gesù come il pane che viene dal cielo, quello che il Padre dona per la vita del mondo. Però come i sinottici ci invita a fare qualcosa come lui ha fatto. E che cosa ha fatto? Si è alzato da tavola, si è tolto le vesti, si è cinto di un asciugatoio e come il più umile dei servi (perché questo compito non poteva essere chiesto se non all'ultimo dei servi) si e chinato e ha lavato i piedi dei suoi. Pietro non ci sta, non può permetterlo.Già una volta si era scandalizzato di fronte all'annuncio della passione, di fronte all'idea che il Messia dovesse passare per la via dell'abbassamento e dell'umiliazione. Ora di nuovo vorrebbe tirarsi indietro. Capite quello che ho fatto per voi? Capite quanto vi amo, fino alla fine? Ma capite che questo amore non è pretesa di grandezza, di riconoscimento, di onore, di ...Non è nient'altro che porsi all'ultimo posto, che dare la vita, che farsi umili servi, senza pretese, senza riconoscimenti, fino ad essere annoverati tra i malfattori.
Togliersi le vesti. Mi viene in mente Francesco che si spoglia sulla piazza di Assisi o Martino che dona il mantello al povero. Le vesti sono un po' il segno di ciò che siamo, ricchi o poveri, persone colte o ignoranti, accettate socialmente o rifiutate..."Gesù spogliò se stesso assumendo la condizione di servo". Così i primi cristiani, nel testo di Paolo ai Filippesi, contemplano Gesù. Passa Gesù dalla condizione di Dio a quella di uomo, anzi di servo, anzi il più umile dei servi ( perché anche tra i servi ci sono gerarchie). E' questo il segno, il testamento che ci lascia. Allora, dalla condizione di servo, la vita, i fratelli, la storia ci possono apparire diversi. Se Dio ci fa la Grazia di essere servi, sinceramente nel profondo del cuore, forse i nemici diventeranno uomini e donne come noi, bisognosi di amore, forse i potenti non ci potranno più imporre la loro volontà, forse ciò che conta nella vita assumerà una prospettiva diversa.



Per Riflettere


Tutta la chiesa oggi lava i piedi, nel gesto liturgico. Guardo intorno a me: a chi posso lavare i piedi nella vita? Posso trovare un povero del quale diventare amico, tentando di essere con lui, di accogliere la sua umiliazione?



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